UN LUMINARE SINDACO DI CERRETO. LUIGI SIMONETTA, MEDICO DI FAMA E SENATORE DEL REGNO, UOMO INTEGERRIMO E COERENTE. LO COMMEMORARONO LUIGI FEDERZONI E EMILIO DE BONO

Il Professor Luigi Simonetta in una delle rarissime immagini
Il Professor Luigi Simonetta in una delle rarissime immagini

« Roma 24 ottobre 1931 Mie definitive disposizioni. Se morissi improvvisamente oppure se le mie condizioni di salute si aggravassero in modo che io stesso non potessi dare disposizioni, prego di avvertirne telegraficamente le seguenti persone: Zorzoli cav Ercole, Milano, Bonomi Francesco Milano. Se morissi a Milano od in luogo abbastanza prossimo a Milano per poter esservi, senza grandi spese e senza soverchio incomodo, trasportato, desidero di essere sepolto nel Cimitero Monumentale, nel loculo sottostante a quello dove fu sepolta la Salma del mio amatissimo Papà che porta il n. 15. Se morissi altrove non intendo né che si abbiano noie, né che si sciupino quattrini e dispongo d’essere sepolto nel Cimitero della località, ma qualora la mia morte avvenisse in Siena, desidero d’essere sepolto nel Cimitero di Laterino comunale quanto più vicino sarà possibile al punto dove (al di là del muro di cinta del Cimitero) si trova la stalla, che io feci costruire per l’Istituto d’Igiene di quella R. Università. Della mia morte non deve essere dato avviso a nessuno, né con lettera né con telegrammi, né con pubblicazioni su giornali, né con avvisi pubblici; solo, dopo la sepoltura, saranno mandati gli avvisi alle persone, che sono indicate nell’elenco, che accludo. Dal mio cadavere non dovrà essere presa impronta o ritratto, neppur parziali. Senza lavature o cambio di indumenti, esso sarà avvolto in un lenzuolo e così deposto nella cassa. Questa dovrà essere semplicissima, senza fregi esterni e senza imbottitura interna. I funerali dovranno essere fatti col rito della Chiesa Cristiana cattolica Romana (alla quale mi vanto di appartenere) al mattino prestissimo nella forma più modesta che sarà possibile, e cioè senza canti, senza musica, senza ceri accesi in accompagnamento e senza discorsi. Se i funerali avranno luogo a Milano dovranno essere di quarta classe, terzo grado. Sulla porta della Chiesa decisero che sia posto un cartello che rechi soltanto queste parole “Pregate per l’anima di Luigi Simonetta” e desidero che, durante la Santa Messa, e durante le esequie la cassa sia deposta direttamente sul pavimento della Chiesa, senza catafalco e senza tappeto. Dispongo tassativamente che la pietra frontale del mio sepolcro sia priva della mia effigie fotografica o di riproduzione di essa in rilievo o in graffito e così pure di rabeschi o di ornamenti di qualsiasi genere. Sulla pietra stessa devono essere soltanto scolpite, in carattere lapidario romano, le seguenti parole. Simonetta Luigi, di Ernesto e di Leopolda Galbiati, Medico chirurgo igienista Cittadino Onorario di Perugia, Senatore del Regno, nato il 10 luglio 1861 in Milano, morto il (…) Desidero infine che sulla mia tomba non siano mai (neppure nelle circostanze rituali) messi fronde o fiori, sia freschi, sia essiccati, sia artificiali. Prego caldamente che non si facciano eseguire, dopo la mia morte, o si conservino ingrandimenti di ritratti miei, che per avventura, fossero stati fatti durante la mia vita». Abbiamo voluto riprodurre integralmente questo eccezionale documento d’archivio per far capire dalla sua viva voce la statura morale di un uomo d’altri tempi, il Senatore Luigi Simonetta, sulla figura del quale stiamo conducendo approfondite ricerche che presto sfoceranno in una pubblicazione. E pensare che quest’uomo fu per circa quattro anni, dall’ottobre 1902 al luglio 1906, anche sindaco di Cerreto Guidi.

La fattoria di Colle Alberti a Cerreto
La fattoria di Colle Alberti a Cerreto

A Cerreto Guidi la famiglia possedeva la Fattoria di Colle Alberti, che tutt’ora appartiene ai discendenti. Un uomo illuminato, coerente rispetto ai propri ideali. In Senato, la commemorazione fu pronunciata dal presidente Luigi Federzoni: “Ora, onorevoli Colleghi, vorrei poter manifestare il mio e vostro sentimento di accorata tristezza per la scomparsa di Colui che per tanto tempo aveva fatto della vita del Senato la sua vita: alludo, come tutti intendete, a Luigi Simonetta. Ma egli, che sinceramente sentì e praticò, fra le molte sue virtù, la più cristiana di tutte, l’umiltà, ci lasciò il divieto di commemorarlo. Inchiniamoci al suo estremo volere, ma nel nostro silenzio palpitano e palpiteranno lungamente l’affetto e il rimpianto per l’Amico e Camerata impareggiabile che non è più”. Alla commemorazione intervenne anche Emilio De Bono, Ministro delle Colonie “Il Governo si associa alla commemorazione dei senatori defunti, fatta dal Presidente del Senato”. Era il 1° maggio 1934. Simonetta era morto a Milano, così come aveva desiderato, il 2 aprile di quell’anno.

Una carriera straordinaria per un uomo integerrimo

Medico, docente di Igiene sperimentale all’Università di Siena, membro del Consiglio superiore della pubblica istruzione per molti anni, membro del Consiglio dell’Istituto superiore di pratica e perfezionamento di Firenze, componente del Comitato per la medicina del CNR, Presidente dell’Opera pia nazionale di assistenza per gli orfani dei sanitari italiani di Perugia, Presidente della Sezione patologica della Società italiana per il progresso delle scienze, Cittadino onorario di Perugia, Presidente onorario dell’Accademia dei Fisiocritici, Luigi Simonetta ottenne una serie incredibile di onorificenze. Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia 28 luglio 1895, Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia 29 dicembre 1901, Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia 12 gennaio 1911, Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia 8 agosto 1920, Gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia 18 aprile 1932, Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 11 giugno 1908, Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 9 aprile 1914, Grande ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro 1° giugno 1930. E fu anche sindaco di Cerreto Guidi.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA