Santa Lucia a Paterno, la chiesa che apre i battenti solo ad agosto

Nei giorni scorsi sul quotidiano Il Tirreno ho scritto un articolo sulla chiesa di Santa Lucia a Paterno, un luogo suggestivo che ebbi la fortuna di studiare a fondo nel lontano 1999: Lo studio archivistico servì come base per le visite guidate che in occasione del giubileo del 2000 videro la chiesetta riaprire i battenti. Fu una bella occasione per ammirarne gli interni. Nel 2003 poi, sulla scorta della ricerca effettuata negli anni precedenti, pubblicai un saggio contenuto in un volume edito dalla Società Storica della Valdelsa che raccoglieva atti e informazioni sui “Luoghi della Fede” in Toscana. Nei giorni scorsi ho ripreso in mano il lavoro, e mi sono proposto, nei ritagli di tempo, di approfondire alcune tracce che a mio avviso potrebbero dare anche risultati interessanti. Speriamo. Intanto però vi propongo una brevissima sintesi della storia della chiesa, che nelle prossime domeniche potrà essere visitata visto che alle 18 il proposto di Vinci Monsignor Renato Bellini vi officerà la messa.

Chiesa di Santa Lucia a Paterno (Vinci)
Chiesa di Santa Lucia a Paterno (Vinci)

Come da cinque anni a questa parte, torna dunque puntualmente con il mese di agosto, per volontà di monsignor Renato Bellini e dei parrocchiani, la possibilità di assistere alla messa nella chiesa di Santa Lucia a Paterno, poco distante dalla casa natale di Leonardo Da Vinci ad Anchiano. Le domeniche 3, 10, 17, 24 e 31 agosto, oltre naturalmente al giorno di ferragosto, alle ore 18 (tranne domenica 10 agosto, quando la messa sarà celebrata alle 17) il portone dello straordinario scrigno d’arte si aprirà per consentire ai fedeli di partecipare alle sacre funzioni. Si tratta delle uniche occasioni dell’anno per ammirare la chiesa aperta; poi, come sempre, la chiesa tornerà di nuovo un prezioso e inaccessibile simulacro. Possiamo dire, lo abbiamo detto altre volte, che agosto a Santa Lucia a Paterno è il mese più atteso dell’anno. Quando tutti si fermano per le agognate ferie e magari si incolonnano sulle strade per ore e ore sotto il sole cocente o come quest’anno sotto monsonici scrosci d’acqua per raggiungere le mete classiche frequentate dai vacanzieri, sempre le solite, qualcuno sfrutta il tempo libero per riflettere ed ha modo di trovare finalmente un’inaspettata oasi di pace. E allora, in tanti salgono fin lassù per visitare la piccola chiesa, chiusa per tutto il resto dell’anno. La chiesa di Santa Lucia a Paterno, poco sopra la casa natale di Leonardo Da Vinci ad Anchiano, torna quindi a mostrarsi in tutto il suo splendore, e tornano ad essere officiate al suo interno le funzioni religiose; è possibile rivivere così quella particolare atmosfera di tranquillità estiva, immersi in una realtà fuori dal tempo, dove lo scorrere dei giorni e degli anni appare molto più lento e la frenesia della vita moderna diventa di colpo un remoto ricordo. Già nel viaggio per recarsi a Santa Lucia la mente si rigenera, le membra si distendono, la collina infuocata diviene pian piano più fresca, e i rumori si allontanano nella calma della campagna.

La storia. Santa Lucia, un piccolo borgo con diverse case, ha una storia che in pratica coincide con le vicende dell’antica chiesetta, menzionata per la prima volta in un documento del 1254.
Dopo cinque secoli di vita la struttura originaria, – situata a qualche decina di metri dal luogo dove si trova l’attuale edificio -, nel 1735, fu distrutta dal crollo del campanile, devastato da una serie di fulmini; i popolani, tutti poverissimi, non avrebbero potuto ricostruire la chiesa senza l’aiuto di una famiglia facoltosa e fu così che arrivarono in loro soccorso i Baldacci. Essi acquistarono, con l’opera di ricostruzione dalle fondamenta avvenuta nel 1737, come attestato da una lapide all’interno, il patronato della chiesa, compreso il diritto di nominare il parroco.

Affresco raffigurante Santa Lucia in Gloria
Affresco raffigurante Santa Lucia in Gloria

Santa Lucia parrocchia di Leonardo. Per tradizione la chiesa di Santa Lucia a Paterno, vista la vicinanza con Anchiano, è considerata la parrocchia natale di Leonardo, e per molti studiosi e viaggiatori ancora oggi è una tappa fondamentale nel pellegrinaggio laico a Vinci, sulle orme di Leonardo fanciullo. Gli studi novecenteschi più datati la identificano addirittura come il luogo di battesimo di Leonardo, mentre studi più recenti sono concordi nel ritenere che il grande evento sia stato ospitato dalla chiesa di Santa Croce a Vinci.

Affreschi del Settecento. All’interno, sono da ammirare i brillanti colori degli affreschi, risalenti al secolo XVIII e perfettamente conservati, raffiguranti la Santa Lucia in Gloria e la Madonna in Trono. Fino a non molti anni fa, la chiesetta era meta di pellegrinaggio di devoti da tutto il Montalbano e anche dall’Empolese.  In particolare, Santa Lucia era invocata soprattutto a protezione della vista e per la guarigione dalle malattie degli occhi, e si riteneva che arrampicarsi faticosamente a piedi fino a Santa Lucia per accendere una candela potesse essere un bel segno di devozione, sicuramente da ricompensare.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA