RENZO CIANCHI E LEONARDO DA VINCI A VINCI

Renzo Cianchi nacque a Poggio a Caiano il 14 dicembre 1901, ma poco dopo, quando il piccolo aveva circa un mese di vita, la famiglia si trasferì a Vinci. Il destino di quello che diverrà uno dei più autorevoli divulgatori dell’opera del Genio leonardesco era irreversibilmente segnato. Cianchi si legherà a Vinci da subito, tanto da considerarlo spesso il suo luogo d’origine, tanto da impegnare tutta la propria carriera di studioso nel dar lustro al paese del Genio.

Renzo Cianchi è il primo a sinistra poi Carlo Maccagni e Augusto Marinoni, sulla terrazza del Museo Leonardiano a Vinci
Renzo Cianchi è il primo a sinistra poi Carlo Maccagni e Augusto Marinoni, sulla terrazza del Museo Leonardiano a Vinci

Cianchi fu assunto in servizio straordinario nel Comune di Vinci a partire dal 28 agosto del 1918, e cominciò ad occuparsi dell’archivio, seppur all’inizio da semplice scritturale avventizio, dal 1923 fino al 1926. Nel 1928 fu assunto come guardia municipale di ruolo e in quello stesso periodo, dal 4 settembre del 1928, era stato nominato bibliotecario della neonata Biblioteca Leonardiana. Furono anni di fervore intellettuale, nel segno del recupero del pensiero del Genio di Leonardo nel luogo d’origine e non solo.  A Roma intanto, proprio dal 9 luglio del 1928 (carica che ricoprirà fino al 12 settembre 1929), un vinciano era divenuto il brillante ministro dell’Economia Nazionale del governo Mussolini; Alessandro Martelli, colui che legherà indissolubilmente il suo nome, insieme a quello dello stesso Cianchi, alla ridefinizione in chiave leonardesca dell’immagine del borgo vinciano e alla prima ventata di valorizzazione della figura di Leonardo a Vinci.

Sulla torre del castello di Vinci. La campana civica
Sulla torre del castello di Vinci. La campana civica

Alessandro Martelli non dimenticò mai Vinci. Nel 1919 sarà lui a “convincere” gli eredi del conte Masetti a donare il castello dei Conti Guidi al Comune di Vinci per realizzarvi un museo dedicato a Leonardo, nel quarto centenario della morte del Genio. Fu lui a volere fortemente la Biblioteca Leonardiana, e, insieme a Renzo Cianchi, a volerla rendere aperta al pubblico appunto nel 1928; fu sempre lui ad avviare i pesanti e costosi restauri, già nel 1926, del castello di Vinci per realizzare il tanto agognato museo di cimeli vinciani. Il Martelli, scomparso nel 1934, non vedrà l’inizio della grande operazione culturale messa in atto per legare in maniera salda e definitiva Vinci al suo più illustre figlio, le Celebrazioni Leonardiane. Le Celebrazioni, nell’idea del Cianchi dovevano costituire l’ideale completamento della grande “Mostra di Leonardo Da Vinci e delle Invenzioni Italiane” organizzata a Milano nella primavera del 1939 per illustrare la grandezza del genio italico impersonato dal Vinciano. Cianchi, in qualità di archivista e bibliotecario del Comune, fu nominato segretario promotore  della nuova iniziativa e si interessò fin da subito della “Mostra dei Cimeli Leonardiani”, allestita nelle sale del Castello. Ma avevano cominciato a soffiare sull’Europa cupi venti di guerra, e, pur proseguendo ancora per un po’ le operazioni di restauro del castello iniziate per volontà del Martelli anni prima, fra il 1941 ed il 1942 l’interruzione del processo di valorizzazione della figura del Genio nel borgo natio fu obbligata. Passata la bufera bellica, nel 1948 si cominciò a pensare alle celebrazioni che avrebbero ricordato il quinto centenario della nascita del grande vinciano, nel 1952. Il deus ex machina che vide arrivare a Vinci il presidente della Repubblica e le più alte cariche dello stato, fu proprio Renzo Cianchi, che poco dopo, nel 1953 lasciò il ruolo di archivista per rimanere bibliotecario a tempo pieno della Leonardiana. Lo studioso, che continuerà per tutta la vita ad indagare la figura di Leonardo, con innumerevoli pubblicazioni scientifiche sul tema all’attivo, morì a Prato il 28 giugno del 1985; con lui finiva un’epoca, ma la sua figura si staglia luminosa a pieno titolo nell’olimpo degli studiosi del Genio di Vinci. (1-continua)

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA