Litterio Butti
Litterio Butti

Le celebrazioni per il Maestro empolese in occasione del venticinquesimo anniversario della morte, andate in scena nel 1929, culmineranno con l’intitolazione di una via, che ancora oggi reca quel nome, e con l’apposizione di una lapide, ancora oggi al suo posto: «Con deliberazione dell’On. Podestà su parere conforme della Consulta (espresso nell’adunanza del 10 ottobre u. s. ), quel tratto che dalla Via Cavour, in prosecuzione della Via Ferruccio, va fino al Parco della Rimembranza prenderà da oggi il nome di Via Gaetano Fabiani». Commosso il ricordo del dottor Fabio Pandolfi, influente personalità politica e amico personale del Fabiani che già in occasione delle onoranze decennali aveva pronunciato l’orazione funebre: «Di Gaetano Fabiani (anch’oggi i vecchi musicanti, quando lo ricordano, hanno gli occhi lustri di pianto, tanto gli volevano bene per la bontà del cuore ed il carattere gioiale ed aperto, e lo stimavano per la sua scienza musicale!) tutti hanno detto e diranno con giusti apprezzamenti e competenza assai maggiore della mia. Mi limito soltanto a dirvi quello che è il mio gusto personale. Forse, anzi senza forse, di tutta la sua produzione a me piace di più quella sua marcia funebre Alla Memoria del Gran Re, che si suona da per tutto, in Italia e fuori, e che fu – ricordo – tra le marce prescelte per i funerali di Edmondo De Amicis perché non indegna – fu scritto benissimo – d’esser posta dappresso alle celebri di Chopin e di Beethoven: uno squarcio davvero solenne, maestoso, flebile, toccante. E mi limito, pure, a ricordare la continua trasmissione per radio della musica del Fabiani dalle principali metropoli d’Europa (specialmente dalla Germania) e come i nostri conterranei d’oltre oceano ci abbiano più volte, a voce e per lettera, fatto sapere quanto la nostalgia della patria si plachi nelle loro anime, quando sentono risonare laggiù, nelle orchestre e nelle Bande d’America, le note delle marce di Gaetano Fabiani». Il maestro empolese diverrà, dopo la sua morte, noto in tutto il mondo.

Sulla facciata della casa di via del Giglio dove era nato Gaetano Fabiani, fu apposta una lapide che oggi, dopo quasi ottanta anni si trova sempre li, pur sbiadita dalle ingiurie del tempo e nascosta fra tanti orpelli, lampioncini e marmetti. Ecco il testo preciso della lapide apposta sulla casa dove nacque il Maestro: “Il XX Gennaio MDCCCXLI vide in questa casa la luce Gaetano Fabiani, musicista valente quanto modesto le cui geniali melodie varcarono ammirate i confini d’Italia. Al sempre amato Maestro XXV anni dopo la morte la terra natale. XVI Ottobre MCMXXIX – A. VII – Litterio Butti”. L’epigrafe fu dettata dunque da Litterio Butti, pianista di fama riconosciuta.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA