La lapide con l'indovinello sciolto da Vittorio Fabiani, chiesa dei Cappuccini Empoli
La lapide con l’indovinello sciolto da Vittorio Fabiani, chiesa dei Cappuccini Empoli

“D.O.M. Divoque Ioanni Baptistae Ecclesia hanc dicavit candori maurus, praecursori cursius, antesignano episcopus, uterque praesul, ille redimendorum, hic redemptorum, hic cultui, ille offertur colendus, IV idus octobris MDCLXX”. Questa straordinaria epigrafe accoglie il visitatore curioso, posta com’è sopra l’arco d’ingresso della chiesa dei Cappuccini, seminascosta dal loggiato e visibile soltanto appena varcato l’ingresso del porticato. Aldilà dell’intestazione scontata a Dio Ottimo Massimo e al San Giovanni Battista, fu decifrata nel suo significato più pieno, trattandosi di una sorta di indovinello per interpretare il quale non è corretto fermarsi alla traduzione letterale, dal grande Vittorio Fabiani, che da par suo sciolse l’enigma seicentesco ai primi del Novecento. Ci voleva un epigrafista insuperato, profondamente cristiano e tuttavia feroce critico dei preti, per capire il senso di quei versi.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA