QUANDO SPICCHIO E SOVIGLIANA VOLEVANO STACCARSI DA VINCI PER UNIRSI A EMPOLI. CRONACA DI UN DISTACCO MANCATO

Spicchio con il Piaggione, allora appartenente a Vinci, in una mappa della fine del Settecento
Spicchio con il Piaggione, allora appartenente a Vinci, in una mappa della fine del Settecento

Cominciamo oggi a ricordare una vicenda complessa e avvincente, che inizia quando oltre al campanile contavano, e parecchio, anche i fiumi e gli argini e si concluderà soltanto nel 1957. Stiamo parlando dei tentativi di distacco del territorio di Spicchio e Sovigliana dalla Comunità di Vinci, una vicenda che ha origini antiche, fatta di suppliche, invocazioni, petizioni popolari che hanno attraversato almeno due secoli. Agli inizi dell’anno 1863 alcuni abitanti di Spicchio e Sovigliana inviarono una petizione popolare – ricordiamo che a tale data sono trascorsi poco più di cinquant’anni dall’aggregazione a Vinci – nella quale invocavano il distacco del loro territorio dal Comune di Vinci; tale petizione approdò nel Consiglio comunale di Empoli:

«Adì 31 marzo 1863. Adunato il consiglio distrettuale di Empoli in sufficiente numero di quattro per trattare. Il sig. Cav. Antonio Salvagnoli ha letto la seguente formula di deliberazione: il Consiglio distrettuale di Empoli sentito che alcuni abitanti dei popoli di Spicchio e Sovigliana posti nel territorio comunitativo di Vinci domandano di essere staccati da quel territorio e congiunti a quello di Empoli e allegano per sostegno della loro domanda. La distanza di circa miglia sette che passa tra Vinci residenza comunale ed i detti villaggi e viceversa quella di circa un miglio tra i medesimi ed Empoli; la quantità e continuità dei rapporti con questa terra per ragioni industriali e commerciali; infine per il costante rifiuto del Municipio di Vinci alle loro premure di prendere efficaci provvedimenti e prevenire i danni di possibili inondazioni il rifiuto ed incuria alle quali essi attribuiscono i mali che soffrirono per la recente alluvione dell’Arno. […]

Spicchio vista dal ponte sull'Orme a Empoli
Spicchio vista dal ponte sull’Orme a Empoli

Considerando che non è conveniente di dare un parere su questa domanda senza conoscere esattamente lo stato economico delle due comunità interessate e senza verificare le esposte doglianze e senza consultare prima i legittimi rappresentanti delle due comunità di Vinci ed Empoli. Considerando che più urgente e di maggiore rilievo si è per tutti gli abitanti della Comunità di Vinci di appartenere alla delegazione di Empoli anzichè a quella di Fucecchio. Considerando che l’unica ragione per la quale fu aggregata alla delegazione di Fucecchio se fu quella di essere stato il suo territorio diviso da Empoli dal fiume Arno per un incomodo sempre e tal volta pericoloso ed anche impossibile mezzo di accedere a quel paese. Considerando che questo ostacolo è stato remosso con la costruzione di un ponte in materiali che congiunge stabilmente le due rive dell’Arno dirimpetto il paese di Empoli e che  il popolo di Spicchio senza confronto questo territorio è più vicino ad Empoli che a Fucecchio, come si vede anche a colpo d’occhio, guardando la carta topografica del compartimento di Firenze. Considerando che oltre la maggior vicinanza materiale e la miglior via per l’accesso gli abitanti di quei popoli hanno tutti i loro rapporti commerciali ed industriali con Empoli ove si recano continuamente per ogni loro bisogno ed ove devono recarsi per trovare le vie ferrate livornese e senese». Insomma, considerato tutto, per usare il “burocratese” ottocentesco, in data 9 maggio 1863 il consiglio provinciale di Firenze accoglie il distacco dal circondario di acque e strade di Fucecchio, come suggerito dal consiglio di Empoli; ovviamente, con grande lungimiranza politica, la questione del distacco territoriale viene rinviata sine die e di lì a poco la richiesta non avrà più alcun esito.

Spicchio sull'Arno
Spicchio sull’Arno

Il consiglio comunale di Empoli presieduto da Antonio Salvagnoli, e assistito dal Cancelliere Torracchi delibererà in quel fatidico 1863 di non occuparsi della domanda di distaccare dalla Comunità di Vinci i popoli di Sovigliana e Spicchio «finchè non sieno state consultate le comunità interessate di Empoli e Vinci. Di raccomandare al Consiglio compartimentale di rappresentare al ministro di grazia e giustizia la convenienza per interesse universale di distaccare la comunità di Vinci dal circondario della delegazione di Fucecchio e di aggregarla a quello di Empoli. Di raccomandare al consiglio compartimentale di voler provvedere che siano a cura di chi spetta fatte le opere necessarie ad assicurare dalle alluvioni dell’Arno in tempo di piena i due villaggi di Spicchio e Sovigliana». Le petizioni si susseguiranno, ma bisognerà attendere il 1938 per un nuovo serio tentativo di distacco. Ce ne occuperemo le prossime volte. (1-continua)

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA