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Eccoci alla terza puntata

Treno a carbone in  arrivo
Treno a carbone in arrivo

Può sembrare impossibile, ma nel progetto di tracciato originario una fermata della “Direttissima” Bologna Empoli era prevista anche in quel di Vitolini, ameno borgo sulle pendici del Montalbano. Sarebbe stata una vera rivoluzione, che avrebbe consentito uno sviluppo importante dell’intera area e oggi vedrebbe collegata tutta la cintura metropolitana a Firenze e alla Valdelsa attraverso la ferrovia.

A Pisa e a Livorno da Prato passando per Firenze

In realtà la “Direttissima” Bologna-Firenze, tracciato arditissimo alternativo all’ormai superata Porrettana, con un tracciato a doppio binario e trazione elettrica, 31 gallerie, che da sole costituiscono il 37% del percorso, e numerosi viadotti, la cui costruzione era iniziata nel 1913, il 22 aprile del 1934 era stata aperta al traffico. Il tempo di percorrenza tra Bologna e Firenze, che dalle 5 ore del 1864 si era ridotto a 3 ore nel primo dopoguerra e nel 1927 con l’elettrificazione della Porrettana a 2 ore e 30 minuti, con la nuova linea direttissima si dimezzava di colpo scendendo a un’ora e 15 minuti. Tutto vero, ma il collegamento con la linea per Livorno e il suo porto mancava, e l’unico progetto fattibile era proprio quello dell’Ingegner Bardazzi, con una linea fra Prato ed Empoli diretto e logico proseguimento della “Direttissima” proveniente da Bologna e con una galleria sotto il Montalbano lunga diversi chilometri. Fino a pochi anni prima, si era mantenuto in vita anche il progetto ottocentesco di ferrovia Empoli Pistoia. Purtroppo non se ne fece nulla, per vari motivi, principalmente di carattere economico; ma ancora una volta giocarono un ruolo determinante contro questa magnifica opera le resistenze fiorentine, che temevano (ragionevolmente) una perdita di importanza della città gigliata a favore di Empoli e dintorni. Pensiamo anche solo per un attimo cosa avrebbe voluto dire per Empoli e per tutto il medio Valdarno a valle di Firenze in termini di sviluppo economico la realizzazione di questo troncone ferroviario.

La morte di Alessandro Martelli e la stazione della direttissima a Vitolini

Anche la morte di Alessandro Martelli, avvenuta il 5 ottobre del 1934, già sottosegretario alle ferrovie e ministro dell’economia di Mussolini, vinciano doc e autentico deus ex machina dell’operazione ferrovia Prato Empoli, fu una mazzata tremenda nei confronti dell’opera prevista. E fu così che la fermata della direttissima nei pressi di Vitolini, prevista nel progetto, non venne mai alla luce. Ma soprattutto, fu un’occasione persa per la Toscana. Ancora una volta i campanili avevano giocato contro il bene comune. (3-continua)

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA