Pontorme terra di artisti e di commercio

San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo, Pontorme chiesa di San Michele
San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo, Pontorme chiesa di San Michele

Jacopo Carrucci, conosciuto come Il Pontormo, nacque a Pontorme il 24 maggio del 1494. Oggi 24 maggio 2014 dunque si celebrano i 520 anni dalla nascita dell’artista, e il miglior  modo per ricordarlo è senz’altro una bella e approfondita visita alla mostra in corso a Firenze, Palazzo Strozzi, Pontormo e Rosso, divergenti vie della maniera, aperta fino al 20 luglio. Noi lo abbiamo fatto appena aperta, e poco dopo aver visitato il bel “preludio” alla mostra stessa, l’altra mostra realizzata nella chiesa di San Michele a Pontorme e nella casa natale dell’artista fino al 2 marzo scorso, Pontormo e il suo seguito nelle terre d’Empoli. Due mostre che visitate a distanza ravvicinata ci hanno davvero colpito. Il 1494, come è noto, fu un anno decisivo per le sorti della penisola italiana, ma anche per le sorti dello stato fiorentino, con Savonarola che fomentava le nuove divisioni, ora fra piagnoni e palleschi. Un periodo di ribollimento vero, tanto per cambiare. Scrive il Vasari che Jacopo “di tredici anni” fu portato da sua nonna Brigida a Firenze e qui posto sotto la tutela del magistrato dei Pupilli. La situazione culturale e politica nella Firenze del primo decennio del XVI secolo doveva essere tra le più stimolanti per un giovane sensibile e dotato. Erano gli anni della prima Repubblica, un’epoca fondata sui saldi principi civile e morali lasciati in eredità proprio dal Savonarola, ma segnata da nuovi moti di libertà che furono alla base del rifiorire dell’arte fiorentina nel primo decennio del Cinquecento. La morte e poi il rogo di Savonarola non aveva infatti cancellato gli ideali di cui si era fatto portavoce, che continuavano a essere coltivati entro le mura di San Marco, dove Fra’ Bartolomeo teneva un’attiva bottega, frequentata da numerosi artisti, tra i quali Mariotto Albertinelli. Anche i suoi allievi, tra questi il Pontormo, gravitarono, nei primi anni del Cinquecento, nell’orbita del frate. Era iniziata per il giovane pontormese una carriera straordinaria, costellata di grandiose committenze ripagate dall’artista con capolavori assoluti testimoni di uno stile inimitabile. Sulla vita di Jacopo torneremo con vari approfondimenti nei prossimi mesi, ma intanto il consiglio è di visitare prima di tutto la casa natale del pittore a Pontorme (anche con un preliminare virtuale cliccando questo link) e naturalmente la mostra in corso a Firenze.

Paolo Santini