Panorama del Montalbano da Artimino, San Martino in Campo
Panorama del Montalbano da Artimino, San Martino in Campo

La trilogia dei volumi sulla storia del Montalbano progettata e finanziata dalla Banca di Credito Cooperativo di Vignole e della Montagna Pistoiese, frutto di un progetto pluriennale nato per celebrare l’anniversario dei 110 anni (1904-2014) dalla nascita dell’istituto di credito, si completa oggi con lo straordinario volume “Pievi, chiese e devozioni nel Montalbano”, a cura di Giuseppina Carla Romby, con testi di Chetti Barni, Maria Camilla Pagnini, Giuseppina Carla Romby e contributi di Giovanni Cipriani, Claudio Rosati, il tutto arricchito dalle fotografie di Serge Domingie. All’inizio furono i castelli e le torri del Montalbano ad essere studiate ed indagate, poi è stata la volta delle ville e dei giardini, e infine gli edifici religiosi con l’ultimo volume. Un libro da sfogliare e da godersi in contemplazione, itinerari artistici da assaporare attraverso l’osservazione delle pievi e delle chiese che punteggiano il territorio, luoghi da percorrere sulle orme dei pellegrini medievali nella tranquillità della campagna aperta del Montalbano, fanno da sfondo ad una ricerca seria e puntuale che costituirà senz’altro un punto fermo negli studi su questo territorio per un lungo periodo. Raffinata ed elegante la veste editoriale realizzata da Gli Ori per un libro che non potrà mancare nella biblioteca degli studiosi di storia locale e soprattutto degli appassionati; il presidente della Banca  Giancarlo Gori definisce il Montalbano, nella sua presentazione del volume, “un museo a cielo aperto”, e a nostro avviso mai definizione fu più azzeccata. “Testimonianze insostituibili di devozione, presenze significative nel disegno del territorio, punti di riferimento per viandanti e pellegrini, – afferma la professoressa Giuseppina Carla Romby – gli organismi ecclesiastici, siano essi ricche pievi o modeste parrocchie, piccolissime chiese di campagna, cappelle ed oratori, costituiscono una rete fittissima di collegamento fra luoghi e persone che attraversa il tempo e diviene componente primaria dello “spirito dei luoghi”. “Una letteratura articolata e varia – ha proseguito la professoressa Romby – ha restituito significativamente la dinamica delle presenze religiose fra Pistoiese, Valdinievole, Montalbano, un’area di incontro-scontro fra diocesi, di silenziose presenze di santi, di sorprendenti eventi miracolosi, di movimentati transiti di pellegrini e uomini di fede, testimoniate da pievi, chiese, conventi, oratori, cappelle; un patrimonio di architettura e d’arte disseminato fra pianure e colline, lungo le antiche vie di valico, nelle piazze di borghi e paesi di antica e nuovissima costruzione. La variegata e molteplice diversità degli edifici ha costituito uno dei principali motivi di difficoltà nella messa a punto di un percorso di ricerca in grado di dare conto dello spessore storico, delle peculiarità insediative, dei caratteri architettonici e artistici degli edifici ecclesiastici presenti nel distretto del Montalbano”. Pievi, santuari, oratori e chiese, vengono presentati uno ad uno “consapevolmente lontano da qualsivoglia tentativo di censimento sistematico quando non di catalogazione, per i quali sono disponibili ben altri repertori documentari e analitici”, dichiara l’autrice. “Infatti le giurisdizioni plebane e le corrispondenti chiese possono costituire un primo significativo elemento identitario d’area, riferite alla funzione stradale svolta dal Montalbano nell’età medievale. In quanto chiese pubbliche cui doveva servirsi tutta la popolazione del territorio sottoposto al loro governo religioso, le pievi tesero infatti a ubicarsi nei punti più facilmente raggiungibili dai fedeli; di qui la loro localizzazione sul principale tracciato stradale esistente in ciascuna delle zone in cui esse sorsero. È ancora riferita alla qualità del sentire religioso devozionale la scelta operata nell’individuare santuari, oratori e chiese, consapevolmente lontano da qualsivoglia tentativo di censimento sistematico quando non di catalogazione, per i quali sono disponibili ben altri repertori documentari e analitici. Il confronto con edifici-monumenti con caratteri architettonici assai diversificati ha condotto all’individuazione di percorsi spazio-temporali (piuttosto che ricorrere alle più ovvie perimetrazioni dei territori comunali) in modo da suggerire comparazioni e confronti fra esperienze architettoniche e artistiche appartenenti al medesimo ambito. Si è così proceduto a una possibile articolazione per sezioni cronologiche, segnalate da specifici saggi introduttivi che, con il corredo di un’apposita cartografia, forniscono lo scenario complessivo entro il quale collocare le analisi dei singoli edifici. La partizione temporale è comunque da considerare come funzionale alle caratteristiche delle architetture religiose dell’area oggetto di studio. Ma i percorsi di architettura ed arte, restituiti dalle analisi puntuali degli edifici colti nelle fasi salienti del loro divenire, trovano significativa verifica nel saggio che apre il volume, in cui si forniscono le coordinate istituzionali dell’organizzazione ecclesiastica del territorio fino al consolidarsi delle moderne diocesi. Infine, conclude il volume la memoria di feste celebrate all’ombra dei campanili, a restituire un patrimonio di fede e devozione che va oltre gli edifici sacri. Lodevole l’impegno dell’istituto pistoiese in un progetto di così ampio respiro, in un momento, quello attuale, in cui di storia locale si parla tanto, si scrive forse troppo, ma non si approfondisce più con le dovute precauzioni. Gli studi seri richiedono tempo, mesi, spesso anni; ecco, queste pubblicazioni hanno il pregio di coniugare un’agile divulgazione con l’approfondimento della ricerca più corretta dal punto di vista contenutistico.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA