Il Monumento a Cesare Battisti nel parco della Rimembranza a Empoli
Il Monumento a Cesare Battisti nel parco della Rimembranza a Empoli

Si fa un gran parlare della Grande Guerra, anniversari, pubblicazioni; ma la Grande Guerra, come tutte le guerre, l’hanno fatta gli uomini. E molti hanno dato la loro vita. Noi stiamo dalla parte di chi ricorda. Visto che la commemorazione nei confronti del centenario della morte di Cesare Battisti non brilla in nessun luogo d’Italia, cerchiamo nel nostro piccolo di onorare la memoria di uno dei padri della Patria. Riproponiamo un articolo pubblicato sulla rivista Il Segno di Empoli, numero 100. Sarà solo l’inizio, utile per aprire una riflessione sulle questioni dell’irredentismo a cento anni dalla morte di un padre della Patria italiana.

Il monumento a Cesare Battisti nel parco della Rimembranza di Empoli 

Agli albori dell’affermazione del fascismo, la costruzione di una memoria nazionale nel segno dei caduti della Grande Guerra illustrata al popolo da segni visibili e da luoghi di pellegrinaggio facilmente riconoscibili passa attraverso la realizzazione di monumenti, parchi della rimembranza, piazze della Vittoria e intitolazioni di spazi pubblici ai personaggi simbolo della prima guerra mondiale. Anche a Empoli. Un segno di quell’epopea, ancora oggi protagonista all’interno del parco della rimembranza empolese, sacrario dei combattenti caduti per la patria, è il busto in bronzo dedicato a Cesare Battisti. Ecco, quel segno ci ricorda un’intera epoca. Il monumento fu fatto realizzare dal corpo dei pompieri di Empoli, e dopo la realizzazione venne proposta all’amministrazione comunale la collocazione nel parco. Ma leggiamo direttamente dai documenti  contenuti in un carteggio conservato nei fondi dell’archivio storico comunale empolese come nacque l’idea del monumento.  In una lettera su carta intestata “Assistenza pubblica croce d’oro” e datata 24 marzo 1926, il comandante del corpo scrive al sindaco:

“Nella mia qualità di Comandante il Corpo Pompieri di Empoli mi è grato comunicare a codesta On. Amministrazione, che gli appartenenti allo stesso Corpo Pompieri in una loro riunione deliberavano, ad unanimità e col più grande entusiasmo, di donare al Municipio un busto in bronzo su base di travertino del grande martire Cesare Battisti. Il busto opera dell’illustre Prof. Mario (in realtà Carlo, ndr) Rivalta dovrebbe esser collocato, salvo casi imprevisti, il 24 maggio prossimo in una costruenda aiuola del Parco della Rimembranza. Il dono, anche se modesto, mi auguro sia bene accetto dall’On. Amministrazione Comunale e dall’intera cittadinanza che apprezzerà il gesto nobile e patriottico del Corpo Pompieri, il quale preleverà i fondi necessari dalla propria Cassa Pensione. Con ossequio. Il Comandante dei Pompieri, Benedetto Maestrelli”.

Parco della Rimembranza, Empoli
Parco della Rimembranza, Empoli

Immediata, il giorno seguente, la risposta positiva del capo dell’amministrazione. In una lettera datata 27/3/1926 e indirizzata al signor Benedetto Maestrelli, Comandante il Corpo Pompieri, Empoli, con oggetto Busto a Cesare Battisti: Ringraziamenti:

“La deliberazione adottata dal Corpo dei Pompieri, di cui la S.V. è benemerito Comandante, è riuscita graditissima a questa Amministrazione , che ha apprezzato lo spirito patriottico ed altamente nazionale di cui i Pompieri stessi sono animati. Questa Giunta Municipale accetta di buon grado il dono, e si riserba di concordare le modalità della cerimonia, che senza dubbio deve riuscire degna del Grande Martire e di piena soddisfazione dei Promotori. Con ossequio. Il Sindaco”.

L’inaugurazione non sarà però prevista per il fatidico 24 maggio, anniversario dell’entrata in guerra, ma per qualche settimana dopo, a causa dei lavori di ultimazione dell’aiuola che avrebbe poi ospitato il monumento. Da un proclama stampato sul manifesto realizzato per l’occasione traspare insieme alla roboante retorica patriottica anche lo scopo dell’esempio:

“Cittadini! Domenica prossima 6 corrente alle ore 9,30 si inaugurerà nel Parco della Rimembranza un busto raffigurante il Grande Martire Cesare Battisti, opera dello scultore Prof. Carlo Rivalta, gentilmente donato dal benemerito Corpo dei Pompieri di Empoli. Oratore ufficiale della cerimonia sarà l’On. Innocenzo Cappa, deputato al parlamento. Cittadini! Accorra ognuno a rendere omaggio alla memoria di Colui che pagò col martirio il suo amore ardentissimo per la Patria: il suo spirito, fuso con quello dei nostri eroici concittadini, la cui memoria è consacrata nelle simboliche piante del Parco oggi in assetto più degno e più decoroso aleggierà perennemente intorno a noi ed alle generazioni future ammonendo ed incitando a non render vano il sacrificio compiuto, a perpetuare cioè, col lavoro tenace e con ferma fede, la grandezza della nostra Italia. Empoli, 1 giugno 1926, Il Sindaco Vitruvio Cinelli”.

Schierati al gran completo anche i reparti della 93esima legione della Milizia: “Domenica 6 corrente, nella ricorrenza della festa dello Statuto, alle ore 8,45 precise, in Via Roma, il Console Lusena Comm. Generale Leonardo passerà in rivista la 93esima Legione “Giglio Rosso” della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Si fa vivo appello alle Autorità, alle Associazioni ed ai cittadini tutti perché vogliano onorare le balde schiere dei Militi, accorrendo numerosi alla patriottica cerimonia.  Empoli, li 4 giugno 1926, Il Sindaco Vitruvio Cinelli”. Il sindaco Cinelli aveva contattato per l’occasione un oratore di caratura straordinaria, l’onorevole Innocenzo Cappa, al quale aveva scritto chiedendo un intervento per il discorso ufficiale; quest’ultimo aveva risposto affermativamente con due lettere: “Signor Sindaco, il giorno 5 io sarò a Torino. La sera partirò da Torino per venire a Empoli. Mi scriva a Milano le condizioni di compenso fattemi, che accetto a priori. Ossequi, Innocenzo Cappa. 29/05/1926”; e ancora: “Egregio signor Sindaco, farò viaggio, domenica sera, partendo da Torino col treno che giunge a Pisa verso le ore tre e 50 del mattino. Alle cinque ripartirò per Empoli, dove dovrei arrivare alle sette e minuti- Gradirei di riposare due o tre ore, se possibile. Ossequi, Innocenzo Cappa, 4/6/1926”. La scelta del Cinelli non era stata casuale, ed era probabilmente ritenuta la più adatta per la Empoli del momento. Innocenzo Cappa (Torino 1875 – Milano 1954), avvocato, abilissimo oratore, giornalista, già fervente mazziniano, direttore ai primi del Novecento di diversi giornali repubblicani, nel 1911, allo scoppio della guerra libica si schierò fra gli interventisti. Nel 1913 il Cappa iniziò la sua carriera parlamentare con l’elezione a deputato nel collegio di Corteolona con programma repubblicano. Durante la prima guerra mondiale, da ufficiale dell’esercito, ottenne un incarico prestigioso e delicato, inviato in Russia dopo la rivoluzione del 1917 in una delegazione dell’Intesa per capire le posizioni del nuovo governo dopo la rivoluzione . Dopo la marcia su Roma divenne convinto fascista, pur non iscrivendosi al partito almeno fino al 1933. Fu rieletto deputato nelle elezioni del 1924, col collegio unico nazionale, il 21 gennaio 1929 venne nominato senatore del Regno. Morì a Milano nel 1954. Il personaggio prescelto per tenere a battesimo la scultura, al quale si accreditano oltre cinquemila discorsi pubblici, faceva parte di una schiera di ex repubblicani che consideravano il fascismo come lo strumento politico per la realizzazione pratica degli ideali mazziniani. Può apparire singolare oggi, anche per la scarsa frequentazione di certa storiografia del secondo dopoguerra, ma il tema della continuità fra la vicenda risorgimentale, la Grande Guerra e la rivoluzione fascista, ripreso dal fascismo degli albori e consolidatosi all’indomani della marcia su Roma e nei primi anni Venti, è tema dalle implicazioni interessanti e ben esemplificato anche nelle vicende empolesi da  una serie di circostanze e da alcuni documenti. Studiare quelle relazioni significa oggi affrontare uno dei nodi irrisolti dell’esperienza fascista e del suo radicamento sia nelle masse popolari che in alcuni circoli elitari della società borghese. E in questo tema si inseriscono alla perfezione le questioni dell’irredentismo risorgimentale e di quello che diverrà poi l’irredentismo di marca fascista. Quale personaggio più degno da celebrare e del quale impossessarsi che non Cesare Battisti? Con la collocazione del monumento all’irredentista trentino il parco della Rimembranza di Empoli poteva dirsi completato.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA