La Montanina del Bargello
La Montanina del Bargello

Quando suonava “a vituperio”, cioè per annunciare le esecuzioni capitali, erano davvero dolori; invece da più di un secolo suona di rado, ma solo per salutare momenti di gioia. È la campana del Bargello, detta anche la “Montalina” o “Montanina” che, dopo un quindicennio di assoluto silenzio, lunedì 22 giugno tornerà a suonare per ricordare a fiorentini e visitatori di passaggio che il Museo Nazionale (nella cui torre è custodita) compie esattamente 150 anni.

Il Bargello, infatti, fu il primo Museo Nazionale d’Italia e venne istituito con Regio Decreto proprio il 22 giugno 1865, nel bel mezzo delle celebrazioni per i 600 della nascita di Dante Alighieri, cui il museo deve proprio la sua esistenza.

 

Da Palazzo del Podestà a carcere, a museo

Alla fine del Principato di Cosimo I de’ Medici (1574), l’antico Palazzo del Podestà fu ridotto a carcere fino al 1857, ma già nel 1840 ne fu auspicato un completo restauro, inizialmente per ricercare un antico ritratto di Dante Alighieri che, secondo Vasari, Giotto aveva dipinto nella cappella del Palazzo del Podestà. Effettivamente la notizia di Vasari si rivelò esatta: gli affreschi riaffiorarono sotto le mani d’intonaco e il 21 luglio 1840 il più antico ritratto di Dante tornò alla luce. Occorsero diversi anni prima che il carcere venisse trasferito ed iniziassero i restauri; poi, finalmente, nel 1865 il museo consacrò la propria nascita ufficiale con Regio Decreto datato 22 giugno. Quindi proprio a Dante, padre della lingua italiana e massimo dei nostri poeti, il Bargello doveva la sua resurrezione e il sesto centenario della sua nascita, nel 1265, era stato celebrato al Museo Nazionale con la mostra dantesca aperta alla metà di maggio.

Quattro ore di rintocchi

Per volontà dell’attuale Direttrice del museo Ilaria Ciseri, la campana del museo farà ascoltare la sua “voce” per ben quattro volte nella mattinata del 22 giugno. I primi rintocchi si potranno udire alle 11 in punto, poi ogni ora fino alle 14.  Sottratta al Castello di Montale nel 1302, la campana fu issata nella torre del Podestà. Dopo il tumulto dei Ciompi del 1378, nel 1381 venne rifusa e da allora, per tutto il periodo mediceo, emise solo rintocchi funesti. Con i Lorena assunse un ruolo “di servizio” in quanto invitava i cittadini (tra le 22.30 e le 23) di ritirarsi nelle proprie case. Nel 1848 fu rimossa per restauro e divenne un cimelio almeno fino al 31 dicembre del 1899, quando annunciò l’arrivo del nuovo secolo.

Da allora ha suonato in pochissime altre occasioni: nel 1918 annunciò la fine della prima guerra mondiale, nel 1921 per partecipò alle celebrazioni dantesche e salutò il passaggio del Milite Ignoto da Firenze diretto all’Altare della Patria a Roma; e ancora l’11 agosto 1944 annunciò la liberazione di Firenze, tornando puntualmente a festeggiare tale data negli anni Cinquanta; il 7 maggio 1945 suonò per la fine dell’ultimo conflitto mondiale. Infine 15 anni fa, la notte del 31 dicembre 1999, salutò il cambio del millennio. Da allora la “Montanina” è rimasta in silenzio che si interromperà lunedì prossimo per celebrare i 150 anni del Museo Nazionale del Bargello.

P.S