Lo stemma di Vinci in un sigillo medievale
Lo stemma di Vinci in un sigillo medievale

Lo stemma del comune di Vinci attuale fu presentato nel gennaio del 1860 e approvato il 31 gennaio 1862. Fu elaborato da Luigi Passerini, segretario della consulta araldica fiorentina che scrive a tal proposito:  “Vinci. Questa comunità, un tempo unita a quello di Cerreto Guidi, non avea uno stemma proprio. Dovendolo perciò comporre, ha adottato per insegna l’antico castello, ora cadente in rovina, che sta sopra il borgo, quale trovasi in un antico sigillo illustrato dal Manni: al di sotto ha desiderato il Municipio che fosse posta l’arme che fu propria dell’uomo illustre che da quel luogo trasse la origine, perché la famiglia di Leonardo Da Vinci usò di tre daghe rosse nel campo d’oro”. In realtà ciò che afferma il Passerini è vero solo molto parzialmente: Vinci – già comune e sede di podesteria autonoma, solo dopo unita a quella di Cerreto Guidi – aveva il suo stemma già in epoca medievale, ed è conservato adesso in un prezioso e straordinario sigillo presso il Museo del Bargello a Firenze e in una copia presso il Museo civico di Bologna. Ad oggi invece, lo stemma ufficiale ha queste caratteristiche.

Lo stemma di Vinci stilizzato
Lo stemma di Vinci stilizzato

Profilo araldico dello stemma: “Troncato: nel primo, d’azzurro al Castello d’argento; nel secondo, d’oro a tre pali di rosso”.

Diploma autentico rilasciato dalla Regia Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza di Toscana in data 9 giugno 1860

Profilo araldico del gonfalone

“Drappo di colore rosso, caricato dello stemma sopra descritto con l’iscrizione centrata in oro “Città di Vinci””.

Decreto di concessione del titolo di Città

D.P.R. 15 luglio 1954 Luigi Einaudi Presidente della Repubblica

Lo stemma civico di Vinci descritto dal Passerini
Lo stemma civico di Vinci descritto dal Passerini

Comunque sullo stemma di Vinci torneremo presto con alcune “chicche” che teniamo in serbo.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA