Portrait of Eike Schmidt, image credit Dan Dennehy Minneapolis Institute of Arts
Portrait of Eike Schmidt, image credit Dan Dennehy Minneapolis Institute of Arts

Sulla questione zecche alla Galleria degli Uffizi è stato montato un polverone indecoroso che ha prodotto e produrrà danni d’immagine e non solo al museo fiorentino per chissà quanti mesi e in chissà quanti paesi. Quando c’è da essere “disfattisti”, per usare un termine in voga qualche anno fa ma sempre efficace, e antiitaliani i primi a scendere in campo sono proprio gli italiani, in particolare certa grande stampa nazionale. Soprattutto se c’è da essere antiitaliani contro chi non è italiano. E allora giù titoloni, totalmente incoerenti nei confronti di un’azione tempestiva e assolutamente inconsueta nella sua precisione anche per strutture museali importanti. Insomma, agli Uffizi è stato fatto un intervento in tempi record, è stato salvaguardato il personale ed i visitatori, non si è persa nemmeno un’ora di apertura delle sale. E allora, di cosa stiamo parlando? Non sarà che una potente lobby organizzata contro la nuova direzione mette del suo in vicende come questa cercando di amplificare notizie insignificanti, come questa delle zecche, per remare sempre, eternamente, contro? Contro il nuovo soprattutto? A chi giova? Di certo non a Firenze. Ma leggiamo bene il comunicato della direzione della galleria. «Questa mattina, intorno alle 8.30, – affermavano dalla direzione del museo il 7 aprile – un’impiegata della società Opera Laboratori Fiorentini in servizio al deposito bagagli e audioguide della Galleria degli Uffizi ha subito una puntura, che la stessa ha confermato essere di zecca, rientrando a lavoro dopo la profilassi eseguita al pronto soccorso. Intervenuto immediatamente il responsabile della sicurezza del museo, e d’intesa con il Direttore Eike Schmidt, è stato deciso di allontanare il personale e i visitatori dall’area interessata, che è stata delimitata e resa inaccessibile. Secondo il protocollo interno di sicurezza, è stata contattata la ditta specializzata in disinfestazioni che questa sera, a museo chiuso, interverrà nell’area del deposito bagagli, che già domani tornerà agibile. Durante la mattinata tutti gli ambienti del museo sono stati oggetto di una minuziosa verifica da parte dei funzionari tecnici, mentre domani mattina verrà predisposto un intervento di pulizia straordinaria nelle aree esterne del museo». Semplicissimo, lineare, trasparente. Ma non sarà che in questo paese ormai la semplicità, la linearità e la trasparenza non pagano più? Il direttore Schmidt ha portato una ventata di innovazione e idee interessanti, che se riuscirà ad attuarle traghetteranno gli Uffizi verso un futuro straordinario. Ed ha grandi doti, e molto coraggio. Il coraggio ad esempio di dire la verità.

Paolo Santini