“Del colpo cagion del foco” (Codice Atlantico, f. 973v). Un dialogo tra filosofia naturale ed arti meccaniche nei manoscritti di Leonardo. Di Andrea Bernardoni

LV Lettura Vinciana
LV Lettura Vinciana

Nella filosofia naturale di Leonardo la percussione rappresenta l’effetto finale della forza, la causa delle modificazioni meccaniche nei corpi. Il fuoco, invece, tra i quattro elementi naturali è quello che ha il potere di trasformare “quasi tutti i corpi di suo essere in un altro” (Codice Atlantico f. 1033r). Leonardo offre vari esempi del legame di tipo causale che intercorre tra queste due “potenze di natura” che mettono sullo stesso piano la fisica e la chimica dei quattro elementi. Il colpo del martello sull’incudine determina uno squilibrio nella struttura della materia sviluppando calore al punto da poter accendere un fiammifero. Nel cuore, il sangue percuote le pareti dei ventricoli, scaldandosi fino al punto di trasformarsi tutto in fuoco se non intervenisse l’aria fresca attraverso i polmoni a mantenere l’equilibrio termico (RL 19081r). Nei forni metallurgici la fusione dei metalli dipende dai “moti trivellanti” del fuoco e dalla velocità del loro impatto con il metallo (Codice Atlantico f. 87r, Codice Arundel P 29r : f. 149v).
Attraverso un percorso, nel quale si intrecciano temi di filosofia naturale e processi tecnici, tenteremo di mettere in evidenza la fisica e la tecnologia del fuoco di Leonardo. Il suo coinvolgimento in queste problematiche risale già ai tempi della formazione fiorentina nella bottega del Verrocchio. Nel periodo milanese, in particolare durante gli anni Novanta, effettua significative sperimentazioni di balistica interna, nelle quali cerca di capire la dinamica fisico-chimica dell’esplosione, e si occupa di fonderia per acquisire le tecniche di produzione delle artiglierie e per sviluppare il metodo di fusione per il monumento a Francesco Sforza al quale stava lavorando. Tra il 1502 e il 1508, nella fase matura dei suoi studi sui quattro elementi, Leonardo arriva addirittura a tentare una riforma del concetto di elemento, cercando di andare oltre la dimensione meramente qualitativa della tradizione aristotelica e concependo un’idea di elemento con caratteristiche fisiche, almeno in linea di principio, misurabili in termini di peso.

Le Letture Vinciane

Dal 1960 la Biblioteca Leonardiana, centro specializzato di documentazione sull’opera del Vinciano, affida ad uno dei più significativi esponenti della storiografia vinciana il compito di un intervento critico su uno dei molteplici campi in cui si sviluppò l’attività di Leonardo. La continuità di questa iniziativa e la riconosciuta autorevolezza scientifica dei relatori hanno reso questa manifestazione un appuntamento di grande interesse culturale, capace di documentare tendenze fondamentali e protagonisti principali degli studi vinciani negli ultimi decenni. Le parole con cui Augusto Marinoni, illustre leonardista, apre la I Lettura Vinciana nel 1960, evocano in maniera sicuramente suggestiva l’intento che guidò la nascita delle Letture:

L’iniziativa che stiamo per attuare, e che speriamo possa continuare a rinnovarsi di anno in anno, vorrebbe essere un saggio di lettura che pur mirando a illuminare una singola pagina di Leonardo, riesca a cogliere attraverso tutti i suoi scritti le ramificazioni e gli sviluppi del suo pensiero sì da disperdere, se possibile, le ombre, le ambiguità in cui il frammento isolato spesso si avvolge come in un alone che soprattutto affascina chi ama cogliervi i pretesti delle proprie fantasie” (da: Augusto Marinoni, L’essere del nulla, I  Lettura Vinciana, 24 aprile 1960)

Il testo della Lv Lettura Vinciana di Andrea Bernardoni  in programma a Vinci presso il Teatro di Vinci sabato 11 aprile 2015 alle 10,30 sarà pubblicato come di consuetudine il prossimo anno in occasione della LVI edizione della Lettura.