Pietro Folena, organizzatore della mostra, durante la presentazione del 22 giugno lo ha definito un “malato grave”, riferendosi a dichiarazioni rilasciate dalla dottoressa Maria Cristina Misiti Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma. Proponiamo di seguito la relazione della ricercatrice.

L'autoritratto in mostra a Roma
L’autoritratto in mostra a Roma

In occasione della Mostra “Leonardo Da Vinci. L’Autoritratto”, che ha il merito di esporre a Roma per la prima volta il famoso foglio di Leonardo custodito dalla biblioteca Reale di Torino, a circa tre anni di distanza dal Seminario Internazionale “I disegni di Leonardo. Diagnostica, conservazione e tutela” (25-26 giugno 2012), l’opera è tornata nelle mani dei tecnici dell’ICRCPAL. In questi giorni saranno prodotti alcuni dei risultati di una serie di complesse indagini diagnostiche a analitiche non distruttive alle quali è stato sottoposto l’Autoritratto del più noto Maestro rinascimentale italiano. Come riportato nelle conclusioni di quel Seminario, in presenza di nuovi elementi conoscitivi riguardo al degrado del disegno, come le analisi scientifiche in corso stanno documentando, è imprescindibile il coinvolgimento della comunità scientifica nella valutazione del più idoneo protocollo di intervento. Sono ben noti i pericoli di eventuali interventi di restauro, non solo tecnici ma anche di possibile eliminazione di particolari utili alla ricostruzione storica del disegno, che non è ancora completamente illuminata. Gli specialisti dell’Istituto hanno quindi avuto in questi giorni il delicato compito di ridefinire una “road map” capace di indicare i criteri e le procedure da adottare per la definizione di un progetto conservativo, intervento che, agli occhi della comunità di scienziati, restauratori, storici dell’arte e conservatori delle più importanti raccolte grafiche che saranno chiamati a dire la propria di fronte ai nuovi dati emersi a seguito delle indagini diagnostiche, appare come la via più efficace per dare un orizzonte certo alla salvaguardia di questo capolavoro.
I punti chiave su cui le indagini si sono focalizzate sono:
1. Monitoraggio del foxing confrontando la mappatura della macchie con i dati del 2012;
2. dettagliata ispezione della morfologia della superficie, studiando la natura del supporto
e verificando sa anche il “recto” del foglio riservasse sorprese.
3.verifica delle ipotesi per la pulitura del disegno, agendo secondo il principio del minimo
intervento e dopo averne valutato attentamente la fattibilità a seguito di test eseguiti su
campioni di carte simili all’originale per qualità e antichità.
La carta sulla quale è ritratta l’effige del Maestro in veneranda età è compatibile con una
datazione compresa tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500: è stata fabbricata con fibre di
canapa e lino e con alcuni frammenti di lana colorata. Questo fa pensare che non si tratti di
un prodotto di prima qualità – cosa tutt’altro che anomala per il Maestro, che era solito
disegnare su carte di vario tipo – e, quindi, che il colore originario del foglio non potesse
essere il bianco nitido. Gli esami hanno anche evidenziato, su tutto il perimetro del verso del foglio, la presenza di un rinforzo, segno evidente di un “antico” restauro su cui è necessario fare luce anche con nuove ricerche archivistiche. Su questi aspetti è verosimile che la comunità scientifica assuma posizioni necessariamente differenti; ma andrà comunque trovata, e la sede più opportuna è un incontro di tutti gli specialisti, una linea di condotta condivisa sulla più idonea prassi conservativa. La mostra “Leonardo. L’autoritratto”, ai Musei Capitolini dal 23 giugno al 3 agosto 2015 e realizzata grazie all’impegno dell’Associazione Culturale MetaMorfosi, si è quindi rivelata un’ottima occasione per un’ulteriore e mai inutile momento di studio e di approfondimento dell’opera, nell’ottica di operare per la migliore conservazione di un bene così fragile e così prezioso.

Misure ottiche realizzate in occasione dell’indagine diagnostica del 2015.
(Mauro Missori, Istituto dei Sistemi Complessi – CNR, Lorenzo Teodonio)
Sono state effettuate misurazioni di riflettanza diffusa assoluta nelle regioni spettrali
dell’ultravioletto, del visibile e del vicino infrarosso tramite apparato sperimentale del
CNR-ISC Avantes modello AvaSpec-2048×14-USB2 completo di sorgente luminosa e sfera
integratrice. Le misurazioni sono state effettuate con il duplice scopo di verificare
eventuali modificazioni nelle proprietà ottiche dell’Autoritratto rispetto ai risultati ottenuti
nel 2012 e di effettuare un più esteso campionamento dell’opera per meglio valutare
lo stato di degradazione ottica della carta e delle mediazioni grafiche. Mentre nel 2012
erano state misurate 3 regioni (2 sul recto e 1 sul verso) nell’attuale campagna
sperimentale sono state misurate 9 regioni sul recto e 8 regioni sul verso. Non sono state
osservate variazioni significative, entro gli errori sperimentali, delle curve di riflettanza
diffusa assoluta rispetto a quelle acquisite negli stesse regioni durante le analisi
diagnostiche del 2012. I risultati acquisiti dovranno essere comunque elaborati
dettagliatamente tramite la metodologia teorico-sperimentale recentemente sviluppata
in grado di fornire informazioni quantitative, in modo non-distruttivo, sulla
concentrazione dei gruppi ossidati cromofori presenti nella cellulosa e responsabili
dell’ingiallimento della carta. Solamente dopo tale dettagliata analisi sarà possibile