Guerra d'Albania. Reparti del Regio Esercito e Battaglione Camicie Nere della 93esima legioneL’azione di ritorsione contro Luigi Pasqualetti, della quale abbiamo narrato negli articoli usciti su questo numero di oggi, si inquadra in un momento storico caratterizzato da episodi di violenza senza precedenti nel corso della guerra. Scontri continui fra repubblichini e squadre partigiane avevano caratterizzato quella triste stagione. Un esempio significativo, non ancora chiarito, quello che segue. Ai primi di aprile, il commissario del comune Roberto Martellini, con una nota informava la prefettura: “Si informa, per opportuna conoscenza, che il giorno 1 corrente (aprile) è stato compiuto nel territorio di questo comune, un attentato, fortunatamente rimasto infruttuoso, contro un milite della G.N.R. Circa le ore 18 del suddetto giorno, nella località Campocollese di questo comune, due ciclisti rimasti sconosciuti, dall’apparente età di anni 20, spararono a breve distanza alcuni colpi di pistola andati a vuoto, contro il legionario Gaini Benito, di Zeffero, della classe 1922 appartenente alla 93^ Legione G.N.R., attualmente in licenza di convalescenza, che vestito in divisa, percorreva la strada in senso inverso per rientrare alla sua residenza”.  Quel giovane legionario repubblichino sarà ucciso un paio di mesi dopo, probabilmente vittima di una vendetta politica trasversale. Anche per quell’omicidio nessuno sconterà un giorno di carcere e gli autori dell’agguato mortale non saranno mai individuati; anche se in tanti li conoscevano.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATAi