La Spirale di Mario Merz
La Spirale di Mario Merz

Le suggestioni sono tante, e si materializzeranno il 7 ottobre dalle 18 in poi nella sala dei solidi; al Museo Leonardiano di Vinci, nel medievale Castello dei Conti Guidi, sarà presentata l’opera dell’artista Mario Merz, “La spirale appare” (1990), realizzata in occasione della mostra personale al Centro Pecci di Prato, intitolata “Lo spazio è curvo o diritto” (1990), come sviluppo di un progetto ideato vent’anni prima per il Museum Haus Lange di Krefeld. Si tratta del quarto appuntamento del prologo alla mostra “La fine del mondo”, progetto curato dal direttore Fabio Cavallucci, per la riapertura al pubblico della rinnovata istituzione culturale pratese. Il prologo, iniziato a un mese di distanza dal Grand Opening, presenta sei grandi opere raccolte nel corso di tre decenni di attività artistica e presentate a cura del conservatore del Centro, Stefano Pezzato, che sono esposte per l’occasione all’interno di alcune fra le più prestigiose sedi istituzionali della regione. Tra queste appunto il Museo Leonardiano, che farà da cornice per l’opera di Merz. “Poter ospitare un evento di questa portata proprio nell’imminenza dell’inaugurazione del nuovo museo Pecci è per noi un grande onore – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Vinci, Paolo Santini – Aggiungiamo un’altra prestigiosa tessera al mosaico di opere d’arte contemporanea che hanno fatto tappa a Vinci, rinnovando un legame con le forme di espressione artistica più vicine a noi ma rimanendo nel solco leonardiano. La spirale di Merz ne è un sublime esempio e i concetti che riesce a veicolare sono elementi di riflessione profonda su quello che potremmo definire un nuovo umanesimo”. Presente in varie forme nell’opera di Merz, l’immagine della spirale visualizza la serie numerica scoperta nel 1202 dal matematico Leonardo da Pisa detto Fibonacci secondo cui, procedendo da 1 all’infinito, ogni cifra è il risultato della somma delle due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34 …), ed è eletta da Merz a simbolo privilegiato dell’energia vitale insita nella materia e della crescita naturale. Nella disposizione conferitagli dall’artista, la forma della spirale è suggerita dall’andamento curvilineo degli elementi che la compongono, instaurando una nuova relazione dinamica con lo spazio, incontrando e oltrepassando il muro con l’accelerazione della sua energia. Le fascine evocano con la loro “ombra furiosa” lo scorrere ciclico del tempo, mentre la struttura in ferro che le sostiene definisce quasi in trasparenza il confine tra spazio interno ed esterno, sottolineato da una sequenza di archi metallici che rimandano alle calotte degli igloo, a uno “spazio assoluto in se stesso: non è modellato, è una semisfera appoggiata a terra” (Mario Merz). La luce al neon, introdotta intorno alla metà degli anni Sessanta ad attraversare tele e oggetti sprigionandone l’energia potenziale, costituisce l’elemento unificante che, scorrendo attraverso la progressione dei numeri di Fibonacci, annulla l’inerzia del vetro e il peso delle pile di giornali trasformate da materia di scarto in un insieme di immagini fluide che documentano il rumore e il disordine quotidiano della società. Le opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci – lavori di affermati artisti italiani e stranieri della seconda metà del XX secolo – formano una campionatura variegata ma eloquente di proposte artistiche contemporanee associate al tema centrale della “condizione di incertezza in cui versa il nostro mondo”, inserite e perciò messe in relazione a diversi contesti della conoscenza umana quali lo studio bibliografico e la ricerca scientifica, in particolare la preistoria, la zoologia, l’astronomia, la fisica, la geometria e la tecnologia. Da qui la scelta di inserire “La spirale appare” di Merz nella collezione leonardiana del castello vinciano dove trovano spazio macchine e modelli che documentano gli interessi di Leonardo per la guerra, l’architettura, la meccanica e il volo. Due intere sezioni sono inoltre dedicate all’ottica e al movimento su terra e acqua, con particolare riferimento alla navigazione fluviale. Il percorso si chiude con la sala situata all’interno della possente torre del castello dove sono esposti i modelli dei “solidi geometrici” tratti da disegni che Leonardo realizzò per il trattato del matematico Luca Pacioli, De Divina Proportione (1509). L’esposizione sarà inaugurata venerdì 7 ottobre alle ore 18.