L'arrivo all'Opificio della Porta Nord nel marzo 2013, foto Marco Mori
L’arrivo all’Opificio della Porta Nord nel marzo 2013, foto Marco Mori

Firenze – Stanotte, dopo 2 anni e sei mesi da quando fu trasportata nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure per il restauro, la Porta Nord del Battistero di Firenze ha iniziato il viaggio verso la sua destinazione finale: il nuovo Museo dell’Opera del Duomo a Firenze, che aprirà al pubblico il 29 ottobre 2015. Il trasporto è stato effettuato dalla sede dell’Opificio a Firenze, in via degli Alfani, fino al Museo in piazza Duomo. Necessari due viaggi, uno per ogni anta del peso di 4 tonnellate, a cui va aggiunto quello delle “gabbie” metalliche progettate per sostenerle e proteggerle, per un totale di circa 7 tonnellate a viaggio. Diretto ed eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, su incarico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Il restauro della Porta Nord e la realizzazione di una replica eseguita ad arte che andrà a sostituire l’originale sul Battistero per motivi di conservazione, sono stati interamente finanziati con fondi privati messi a disposizione dalla stessa Opera di Santa Maria del Fiore e della Guild of the Dome Association, di cui fanno parte imprenditori di tutto il mondo. Questo ha permesso di restaurare la Porta Nord in un tempo eccezionalmente breve rispetto alla mole di lavoro e all’importanza dell’intervento. Dal prossimo novembre la replica della Porta Nord, eseguita ad arte dalla Galleria Frilli di Firenze, andrà a sostituire l’originale sul Battistero, come fu per la Porta del Paradiso nel 1990. Restaurata per la prima volta dopo 600 anni dalla sua realizzazione, l’intervento  sulla Porta Nord ha ottenuto dei risultati eccezionali, al di là di ogni aspettativa: sotto lo sporco e le incrostazioni superficiali di secoli è riemersa la splendida doratura originale presente nei rilievi scultorei delle 28 formelle, nelle testine di Profeti e Sibille e nel bellissimo fregio a motivi vegetali brulicante di piccoli animali. Di eguali dimensioni monumentali della Porta del Paradiso, la Porta Nord misura 3 metri di larghezza per 5 di altezza, ognuna delle 2 ante è del peso di oltre 4 tonnellate per un totale di 9.

Simbolo dell’inizio del Rinascimento, la Porta Nord è la seconda in ordine di tempo, dopo quella di Andrea Pisano (1330 – 1336), e antecedente alla Porta del Paradiso (1426 – 1452), fu affidata a Lorenzo Ghiberti dopo aver vinto il celebre concorso indetto, nel 1401, dall’Arte di Calimala da cui uscì perdente Filippo Brunelleschi. Ghiberti vi lavorò dal 1402 al 1424, aiutato dal padre e orafo Bartoluccio, e da una serie di aiutanti, tra cui il giovane Donatello. La Porta che rappresenta le storie del Nuovo Testamento, riprende fedelmente lo schema di quella di Andrea Pisano con 28 formelle istoriate a cornice mistilinea (quadrilobo), disposte in sette file di quattro, 14 per ogni anta. Nelle formelle in basso sono, invece, rappresentati i 4 Evangelisti e i 4 Dottori della Chiesa. Il telaio contiene, agli angoli delle formelle, 47 testine di Profeti e Sibille, sei per fila tranne l’ultima in basso che ne presenta solo cinque. Tra queste l’autoritratto del Ghiberti raffigurato con un  turbante. Nei più di venti anni che Lorenzo e la sua bottega lavoreranno a questa impresa lo stile ghibertiano si evolverà da quello gotico delle prime scene a quello interamente rinascimentale delle ultime.

Fonte: Museo dell’Opera del Duomo, Firenze.