Confezioni Linexter
Confezioni Linexter

Quando la Linexter si trasferì nella nuova sede sul viale Petrarca, più spaziosa e funzionale, due erano le esigenze per una fabbrica parte di un settore in vertiginosa crescita, quello della produzione di abbigliamento: la necessità di essere facilmente raggiungibile dalla viabilità ordinaria veloce, ma soprattutto avere ampi spazi per garantire successivi ampliamenti della costruzione. Per la nuova collocazione della Linexter, realtà produttiva legata alla Lebole di Arezzo, erano soddisfatti entrambi i requisiti, visto che andava ad insediarsi sulla nuova variante alla statale Tosco Romagnola in prossimità dell’ingresso strategico alla città e nello stesso tempo era stata costruita in un’area ancora da urbanizzare e quindi con grandi spazi utili per eventuali nuove costruzioni. Puntualmente, negli anni a seguire, molti saranno gli ampliamenti della fabbrica, che nel momento di massima espansione arriverà ad occupare oltre 600 persone. L’edificio, commissionato da Remo Rosselli ad una terna di tecnici, l’architetto Sanzio Cerbioni, e gli ingegneri Carlo Damerini e Vittorio Scalese, fu progettato nel 1957 ed inaugurato nel 1962.

La ex Linexter oggi
La ex Linexter oggi

L’elemento caratterizzante e distintivo del complesso era e rimane senza alcun dubbio il grande arcone parabolico in cemento armato precompresso di corbusieriana memoria che segnava l’ingresso della più importante confezione empolese. Oggi l’edificio ospita varie attività, fra le quali predominano i servizi bancari. Ma l’arcone è rimasto, ed è divenuto il simbolo di un luogo e di un’epoca; una semplice linea curva con la capacità infinita di evocare e rappresentare un intero pezzo di città e un lungo e florido periodo storico. (1- continua)

Paolo Santini@RIPRODUZIONE RISERVATA