LA LETTURA VINCIANA E LA CASA NATALE DI ANCHIANO. ALLE ORIGINI DEL GENIO, LA CONSACRAZIONE DEL MITO SEMPRE NEL SEGNO DI RENZO CIANCHI

Lo stemma dei Da Vinci ad Anchiano
Lo stemma dei Da Vinci ad Anchiano

In qualità di bibliotecario della Leonardiana Renzo Cianchi dette vita, sviluppando una sua idea personale, al primo nucleo del Museo Leonardiano, proseguendo idealmente l’esperienza iniziata nel 1939 con la mostra dei Cimeli Leonardiani. Infatti, nel 1953 il comune di Vinci accettò il dono di 49 modelli di macchine vinciane donate dall’International Business Machine (Ibm) di New York ed il 15 aprile di quell’anno, nel giorno del compleanno del Genio, nei locali della Biblioteca Leonardiana e sotto la supervisione e direzione del bibliotecario titolare fu inaugurata la nuova mostra. Era il coronamento di un sogno inseguito per anni.

Renzo Cianchi
Renzo Cianchi

Accanto alla mostra Cianchi volle subito porre il tema della divulgazione del pensiero leonardesco, per legare indissolubilmente il Genio a Vinci. Fu così che, nel 1959, lo studioso prese carta e penna e vergò di suo pugno una lettera, finora inedita e della quale pubblichiamo alcuni stralci, indirizzandola ad un illustre studioso di Leonardo, Augusto Marinoni. Stava per nascere la Lettura Vinciana, giunta quest’anno alla cinquantesima edizione. Il giorno scelto da Cianchi per scrivere non è casuale; la lettera si apre con una citazione “vinciana” dal primo disegno conosciuto di Leonardo, il paesaggio della vallata dell’Arno, ed è intestata “dì di Santa Maria della Neve addj 5 daghosto”, non del 1473, ma naturalmente del 1959.

Casa natale di Leonardo Da Vinci ad Anchiano
Casa natale di Leonardo Da Vinci ad Anchiano

«Occorreva trovare qualcosa di più di una manifestazione semplicemente celebrativa- affermava Cianchi nella missiva -; un qualcosa di più che pur ripetendosi di anno in anno potesse avere sempre un sapore nuovo e nuove attrattive. E questo qualcosa avrebbe dovuto avere un significato propriamente consono alla figura del celebrato, ed un’importanza tale da convalidare le aspirazioni di noi vincesi a fare veramente di Vinci un centro vivo e vitale di leonardismo. Ma è difficile trovare una manifestazione che in un piccolo centro come Vinci, possa ripetersi annualmente senza dare nel convenzionale e nel coreografico, che possa essere realizzata superando le difficoltà ambientali di uomini e mezzi materiali, che possa nello stesso tempo sollecitare l’interesse degli ambienti extra locali e quelli culturali particolarmente specializzati, esaurirsi in un giorno, lasciare la porta aperta alle successive edizioni, essere di facile realizzazione. L’ascolto alla radio di una “Lettura Dantis” mi suggerì l’idea di proporre una serie più o meno lunga di “letture vinciane”.

Busto bronzeo di Leonardo Da Vinci, Anchiano
Busto bronzeo di Leonardo Da Vinci, Anchiano

Una lettura, anche annuale, serve a gettare le basi per studi, discussioni e pubblicazioni, è come una semina che annualmente dà i suoi frutti ed annualmente si ripete. Infine, non è la solita “conferenza” più o meno “celebrativa”, più o meno improvvisata e inconcludente». Cianchi dunque partì alla volta di Milano per incontrare Marinoni: era nata la Lettura Vinciana, e a Vinci nei dieci lustri di letture arriveranno – cimentandosi con i vari aspetti della vita, dell’opera e della personalità di Leonardo – studiosi del calibro di Augusto Marinoni, Carlo Pedretti, Ludwig Heydenreich, Anna Maria Brizio, Eugenio Garin, André Chastel, Pietro Marani, Ernst Gombrich, Giulio Carlo Argan, Martin Kemp, David Alan Brown, James Beck, Frank Zollner, solo per citarne alcuni. Intanto nel 1952, nel quinto centenario della nascita di Leonardo, aveva promosso il restauro completo della casa natale ad Anchiano. Il mito alle origini del Genio. E in occasione del grande restauro inaugurato nel 2012, non poteva mancare ad Anchiano il riconoscimento al grande Renzo Cianchi. Finalmente!

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA