Prima di leggere l’ultima puntata, se vuoi ripercorrere la storia della ferrovia “direttissima”, qui sotto trovi i link con le puntate del nostro itinerario. Buon viaggio!

Puntata numero 1

Puntata numero 2

Puntata numero 3

Treno a carbone, Firenze
Treno a carbone, Firenze

La grande galleria dell’Appennino. Ottanta anni della ferrovia direttissima Bologna Prato Firenze e il mancato collegamento a Empoli

Fin dal 1882 il progettista della strada ferrata Porrettana (inaugurata nel 1864) aveva cominciato a lavorare ad un nuovo progetto che abbassasse la quota di valico e raggiungesse più facilmente Bologna da Firenze. Fu così che Jean Louis Protche scelse un tracciato passante a nord di Prato per le vallate dei fiumi Setta e Bisenzio con il superamento dell’Appennino attraverso una galleria di oltre 18 chilometri con quota di valico a 328 m e pendenza massima del 12 per mille. Nel 1908 il governo dispose uno stanziamento di 150 milioni di lire per gli studi definitivi per la costruzione dell’opera. L’approvazione del progetto definitivo della Direttissima arrivò soltanto nel 1911. I lavori cominciarono nel 1913 e furono rallentati sia dalla prima guerra mondiale sia soprattutto dalle difficoltà che la realizzazione di un’opera così complessa poneva. La grande galleria dell’Appennino con i suoi 18,5 chilometri richiese 11 anni di lavori. A quel tempo era la seconda al mondo per lunghezza, e ancora oggi è fra le prime venti. Il 22 aprile 1934 la linea fu aperta al traffico, con un percorso di 97 chilometri, una quota di valico dimezzata e una velocità di percorrenza più che raddoppiata. Un vanto italiano. Ma non fu mai collegata direttamente a Empoli, come progettato inizialmente.

La stazione sotterranea di precedenze

Straordinaria e sconosciuta ai più oggi la stazione sotterranea, denominata Stazione di Precedenze. L’unica stazione sotterranea in Italia. Cadde in disuso nel secondo dopoguerra per motivi di sicurezza. Destinata essenzialmente a garantire il sorpasso dei convogli lenti, aveva a disposizione due binari di precedenza lunghi 450 metri scavati in gallerie parallele al traforo principale. Era collegata con l’esterno da un tunnel inclinato di 50 gradi con 1836 gradini, che conducevano al borgo di Ca’ di Landino, nel comune di Castiglione dei Pepoli, costruito a suo tempo per accogliere gli operai addetti allo scavo. La denominazione attuale è “Posto di Comunicazione Precedenze”. (4-fine)

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA