La locandina della conferenza di Fausto Berti 

La famiglia Valori a Empoli Vecchio, una conferenza di Fausto Berti
La famiglia Valori a Empoli Vecchio, una conferenza di Fausto Berti

La pubblicazione presso l’editore Nerbini di Firenze dei Ricordi della famiglia Valori offre la possibilità di approfondire alcune tematiche di storia empolese, collocandole nella prospettiva più ampia dello studio delle strategie economiche e della mentalità dei ceti dirigenti fiorentini, nell’orizzonte cronologico dei secoli XV-XVII.
I Valori rappresentano un ramo dei Rustichelli che inizia con un capostipite di nome Valore. La casata ebbe un ramo familiare che si allontanò da Firenze, mentre un’altra, che trova i suoi inizi in un Niccolò, restò legata alle vicende fiorentine. La prima presenza dei Valori in Empoli ci è nota per una divisione di beni effettuata nel 1453 tra Francesco e Bartolomeo di Filippo da una parte ed il nonno Giovanni. Quest’ultimo cede la sua proprietà di Riottoli  ai parenti che avevano  provveduto al pagamento dei suoi debiti. A questi beni fondiari  il ramo di Filippo di Bartolomeo unirà poi (la documentazione ci riporta al 1505) quelli di Empoli vecchio, primo nucleo della futura fattoria.
I Valori pagarono a caro prezzo la loro avversione alla famiglia dei Medici: già il citato Giovanni fu accusato di complicità in una congiura medicea del 1457, mentre  Francesco, seguace del Savonarola, fu giustiziato nel 1498 e suo figlio Bartolomeo incontrò la medesima sorte per essersi opposto a Cosimo I nel 1537. Le carte della famiglia lasciano però intravedere una certa ambiguità  di comportamento nell’azione di questo esponente del gruppo antimediceo in ambito empolese. I beni di Empoli, inizialmente sequestrati come pertinenti a ribelli, non furono però perduti dai Valori, in quanto furono attribuiti alla dote che Francesco di Filippo aveva ricevuto dall’Albiera degli Alessandri.

Fonte: Società Storica Empolese