Il tavolo dei relatori

Il 29 agosto del 1920 a Sovigliana fu inaugurata la Casa del Popolo. Tre piccoli locali praticamente in mezzo ai campi, vicino alla via che conduceva all’Arno – non esisteva all’epoca il viale Togliatti – e poi a Empoli. Tuttavia, con quelle tre stanzette sorgeva un punto di riferimento essenziale per i socialisti dell’intero territorio. Lo ha ben ricordato il senatore Dario Parrini, presidente della commissione affari costituzionali di Palazzo Madama, intervenuto domenica 4 ottobre alla cerimonia organizzata per celebrare il secolo di vita della Casa del Popolo e inaugurare i nuovi locali che vanno ad aggiungersi ai già ampi spazi a disposizione. Sono trascorsi cento anni, e le stanze sono diventate ben più di tre. Dopo l’intervento iniziale del presidente Simone Orsi, il senatore Parrini, autore di una ricerca sul tema, ha ripercorso la storia della nascita del sodalizio fin dalle origini. Così scopriamo che  cento anni fa all’inaugurazione erano presenti personalità di spicco dell’arcipelago socialista dell’epoca: Paolo Caciagli, vinciano per anni alla guida della Camera del Lavoro di Empoli, Ugo Catola, che con le elezioni dell’ottobre di quell’anno sarebbe divenuto sindaco di Cerreto Guidi e l’avvocato Domenico Salvi, anch’esso eletto sindaco, a Vinci, nella tornata elettorale dell’ottobre del 1920. Furono quelle le elezioni che, nel pieno del “biennio rosso”, decretarono l’affermazione un po’ ovunque nell’Empolese Valdelsa dei candidati socialisti; alcuni mesi dopo, nel marzo del 1921, dopo i tragici fatti di Empoli, la repressione da parte delle autorità governative con la collaborazione stretta dei fasci di combattimento appena insediatisi anche qui ( a Empoli il fascio fu fondato il 4 marzo del 1921) fu l’atto iniziale che condusse agli arresti di massa, alle persecuzioni, ai processi per reati politici, e infine alla fascistizzazione delle istituzioni (nel maggio del 1921 a Vinci sarà inviato al posto del sindaco eletto un commissario prefettizio filofascista, in carica fino al 1923) culminata poi con le elezioni amministrative del 1923, le ultime prima dell’avvento della dittatura.

I nuovi locali

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Orsi per il conseguimento di un obiettivo che sembrava davvero impossibile da raggiungere solo alcuni anni fa: “Inaugurare oggi un ampliamento di questa portata dei locali a disposizione della Casa del Popolo – ha affermato – ci rende orgogliosi ed è il miglior modo per onorare chi ci ha preceduto”. Sono stati ricordati in tal modo il primo presidente Giulio Falorni, e il compianto Franco Orsi, storico presidente scomparso nel 2017, insieme a tutti gli uomini e le donne che in questo secolo hanno messo a disposizione della crescita della comunità intera la loro opera. A Sovigliana la casa del popolo in pratica non ha mai chiuso i battenti ed è rimasta nello stesso luogo da cento anni: un unicum, anche in questa zona. “Le case del popolo sono luoghi di aggregazione fondamentali per la salvaguardia dei valori della solidarietà umana, dell’uguaglianza e della giustizia sociale, e oggi la necessità primaria è quella di rendere sempre più accessibili questi luoghi di crescita democratica anche ai giovani”, ha affermato soddisfatto il consigliere regionale appena rieletto Enrico Sostegni, anch’esso intervenuto alla cerimonia. Alla cerimonia, alla presenza di un pubblico numeroso, sono intervenuti anche, il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e il segretario del Partito Democratico comunale di Vinci Daniele Vanni.