Caro Montanelli, molteplici impegni parlamentari coincisi proprio con la giornata di oggi non mi consentono di partecipare alla presentazione de “La Voce”, l’antica testata che lei ora riporta a nuova vita. Non posso dunque intervenire all’incontro, che consentirà certamente di mettere  a fuoco il significato anche di quel richiamo all’ispirazione prezzoliniana. Ma mi piace ricordare l’occasione, per me significativa, di incontro con il fondatore de “La Voce”, con Giuseppe Prezzolini, che mi offrì negli anni ’70 il comune amico Giorgio Amendola. Formulo i più vivi auguri per questa scelta, per questa coraggiosa avventura editoriale, nella convinzione che potrà contribuire ad ampliare gli spazi e ad arricchire il pluralismo dell’informazione in Italia. E auguri anche a lei, caro Montanelli, per il vigore e la passione del suo impegno professionale e civile. È sempre stata, La sua, una voce singolare e forte nel panorama della stampa italiana. Non ha taciuto neppure nel breve tempo di solitudine seguito all’orgogliosa separazione dal giornale che aveva fondato e diretto. E ora torna a esprimersi ogni giorno, attraverso un nuovo quotidiano affidato alla sua guida. È una garanzia per l’indipendenza dell’informazione, per la libertà di informare e di essere informati. Cordialmente, Giorgio Napolitano”.

La sublime pazzia della rivolta
La sublime pazzia della rivolta

La lettera, su carta intestata della Camera dei Deputati, Il Presidente, è diretta a Milano ad Indro Montanelli, Direttore de “La Voce”. È datata 23 febbraio 1994 ed è scritta da Roma. L’originale è custodito negli archivi della Fondazione Montanelli Bassi a Fucecchio. Forza Italia era nata da poco più di un mese, il 18 gennaio del 1994. Una settimana prima Montanelli aveva lasciato “Il Giornale”, quotidiano da lui fondato. Durò poco “La Voce” nuova. Il 12 aprile del 1995 chiuse i battenti.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA