Il Museo Leonardiano delle origini; da Alessandro Martelli, futuro ministro di Mussolini, alle grandi idee di Renzo Cianchi. Sempre con Vinci nel Cuore!

Renzo Cianchi
Renzo Cianchi

L’idea di un Museo dedicato a Leonardo nel suo paese d’origine era già germogliata in occasione delle celebrazioni per il quarto centenario della morte, nel 1919. Domenica 25 maggio di quell’anno, giunsero a Vinci per onorare il Genio Mario Cermenati, presidente della Reale Commissione Vinciana, in rappresentanza del Ministro della Pubblica Istruzione, alcuni onorevoli e senatori e numerose autorità. Alla presenza del sindaco Roberto Comparini Bardzky, fu inaugurato il busto in bronzo di Leonardo – ancora oggi conservato nel Museo Leonardiano – opera di Luigi Quadrelli, donato alla città dal Senatore Luca Beltrami; il lungo corteo proseguì nel pomeriggio ad Anchiano, dove fu Alessandro Martelli, vinciano, futuro ministro dell’economia di Mussolini, a tenere un memorabile discorso.

Biblioteca Leonardiana a Vinci
Biblioteca Leonardiana a Vinci

Il Martelli, come abbiamo visto, era stata la figura chiave nell’operazione che aveva coinvolto il proprietario del castello dei Conti Guidi, il Conte Giulio Masetti Dainelli Da Bagnano, nella donazione al Comune di Vinci del complesso medievale. «Desiderando contribuire – si legge nel telegramma inviato al Sindaco dal Masetti – onoranze centenarie pregola accettare Donazione mio Castello per istituire Museo Leonardiano, sperando fare cosa gradita cotesta popolazione». Il solco era stato tracciato, ma bisognerà attendere l’instancabile opera di Renzo Cianchi per vederlo realizzato. Nel frattempo Alessandro Martelli e Renzo Cianchi daranno vita alla Biblioteca Leonardiana, ma questa è una storia che racconteremo a parte. Proseguiamo con il museo.

Dal 1939 al 1953. Nascita di un Museo.

Busto bronzeo di Leonardo Da Vinci, Anchiano
Busto bronzeo di Leonardo Da Vinci, Anchiano

Da una lettera inedita, della quale pubblichiamo qui una brevissima anteprima, ricaviamo la prova che il Cianchi fu il vero ideatore del Museo Leonardiano a Vinci. La lettera è datata 2 marzo 1953 ed è indirizzata nientemeno che al professor Giorgio Nicodemi, che all’epoca aveva collaborato all’allestimento della mostra di cimeli e modelli leonardeschi della IBM.
Il Nicodemi, Soprintendente agli Istituti di Storia e d’Arte del Castello Sforzesco, era stato fin dal 1939 uno dei contatti più importanti fra Vinci e l’ambiente milanese, e nella sua veste di segretario generale della Mostra di Leonardo Da Vinci e delle Invenzioni Italiane di Milano profuse tutto il suo impegno per dare avvio anche nel luogo natale del Genio ad un programma di iniziative culturali, molte delle quali vedranno la luce in ben diversa occasione, nel quinto centenario della nascita di Leonardo nel 1952. Tale impegno gli valse il conferimento della cittadinanza onoraria di Vinci. «Carissimo professore, – esordisce Renzo Cianchi – eccoLe una delle mie solite trovate. Da tempo andavo rimuginando il come poter accrescere di qualche pezzo importante il nostro nascente Museo Vinciano. E qualche cosa ho fatto, perché sono riuscito ad aggiungere ai sette modellini del volo già esistenti, un bel plastico di architettura militare con la scala protetta per l’assalto alla fortezza (…). Un secondo regalo è in viaggio. La IBM di New York ci regalerà il carro-automobile di Leonardo ricostruito dal Guatelli. (…) Col tempo vorrei fare molto di più; ed è questo di cui Le parlo. Seguendo le cronache dei giornali in merito alla mostra circolante della IBM, ho notato che da qualcuna delle città in cui la Mostra avrebbe dovuto sostare, si ventilava l’idea e la speranza di poter trattenere definitivamente i modelli (…) Perché non costituire con questi modelli, in maniera completa e definitiva, un vero e proprio Museo a Vinci?». Tre telefonate, e Nicodemi rispose: «la consegna si farà il 15 aprile!». (2-continua)

 

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA