Cerreto Guidi, Piazza Vittorio Emanuele II nel 1924 con monumento ai caduti
Cerreto Guidi, Piazza Vittorio Emanuele II nel 1924 con monumento ai caduti

Della piazza e del monumento ai caduti a Cerreto Guidi parleremo diffusamente e in ogni dettaglio in una conferenza già organizzata nel quadro delle celebrazioni della prima guerra mondiale per il venerdì 4 del mese di marzo al Mumeloc. Intanto però, anticipiamo qualche nota sul tema. All’indomani della fine del primo conflitto mondiale, come accadde in tanti luoghi, anche a Cerreto Guidi non mancò un gruppo di reduci che aveva come aspirazione la realizzazione di un monumento ai caduti. Adesso si sarebbe presentata l’occasione, visto che il vento politico era cambiato, il biennio rosso aveva esaurito la sua spinta rivoluzionaria e la controrivoluzione fascista era ormai alle porte. In ogni modo, era necessario cominciare a pensare a un bel monumento, da erigere sulla pubblica piazza, magari sulla piazza più importante del paese, collocata proprio davanti al monumentale scalone della villa medicea. L’idea era nata, e le tante testimonianze ci sono offerte da un carteggio custodito nei fondi dell’Archivio Storico Comunale. Il giorno fatidico della prima riunione del comitato pro monumento è dell’11 agosto del 1922.

«Presenti tutti gli invitati da lista. Dopo discussione – esordisce perentoriamente il documento – si stabilisce che il comitato esecutivo sia composto esclusivamente da persone che hanno fatto veramente la guerra come combattenti, colla promessa solenne dei presenti all’adunanza di coadiuvare il Comitato eletto con ogni forza possibile affinché sia portata a esecuzione l’opera del monumento». Contestualmente fu nominato anche il Comitato esecutivo, nelle seguenti persone: «1 Avv. Luigi del Vivo, 2 Tenente Boldrini Ing. Galliano , 3 Tenente Nello Brogi, 4 Naldini sig. Giuseppe, 5 Sabatini Carlo, 6 Menichetti Costantino, 7 Rosso Giovanni Presidente, 8 Chiellini Carlo Vice Presidente, 9 Ciardi Cesare Segretario, 10 Battini Anselmo, 11 Tarchiani Ernesto, 12 Neri Emilio, 13 Brogi Ambrogio, 14 Venturini Emanuele, 15 Gini Gino, Vestri Ezio Vice Segretario» . Trascorreranno alcuni mesi prima di vedere nuovamente all’opera il comitato, ma intanto il presidente si era informato diffusamente su artisti, monumenti e segni della Memoria. E nell’adunanza del 16 ottobre 1922 comincia a prender corpo il progetto definitivo:

Cerreto Guidi, Lapide ai caduti della Grande Guerra in viale Vittorio Veneto
Cerreto Guidi, Lapide ai caduti della Grande Guerra in viale Vittorio Veneto

« Sarebbe di opinione di interessare qualche artista di valore indiscusso e si proporrebbe il Prof. Cav. Oreste Chilleri, illustrazione dell’arte, il quale, all’uopo interpellato, dice di essere disposto a fare il monumento a prezzo di favore, ed anche a sacrifizio personale. Il Prof. Chilleri è persona facoltosa, si è già distinto in moltissimi altri lavori e per ciò detto esso dà affidamento di riuscita. Il Comitato, con votazione unanime, autorizza il Presidente a trattare col Prof. Chilleri, senza però contrarre impegni definitivi» . Detto fatto; il presidente non perse tempo, e nell’adunanza successiva del comitato, la settimana seguente, il 24 ottobre del 1922 si concretizza l’incarico e il nome dell’artista da incaricare: « Il Prof. Chilleri, interpellato sull’ammontare dell’opera, ha chiesto la somma di Lire 36.000 fornendogli però il bronzo. Il Presidente presenta pure il bozzetto del Monumento, che riporta la generale approvazione. Il Comitato con voto unanime delibera di trattare definitivamente col Prof. Chilleri e di concludere la stipulazione del contratto, cercando di economizzare qualche migliaio di Lire, autorizzando alla spesa fino alla somma di Lire 35.000» . La grande corsa dunque è cominciata, ed il presidente aveva individuato in uno scultore ormai maturo quello che sarebbe stato l’autore dell’opera commemorativa. Si trattava del pratese Oreste Chilleri (Prato 1872 – Prato 1926). La trionfale Marcia su Roma era passata da poco, ed il comitato, ancora più determinato nel proposito di costruire il manufatto, si riunisce il 22 Novembre 1922; da quell’adunanza emergono le ultime più essenziali decisioni, fra le quali il testo del contratto con il Chilleri, le cifre definitive, le modalità per reperire i fondi necessari.

Irremovibile sul prezzo, trentacinquemila lire ed il bronzo necessario, l’artista firmerà volentieri il contratto approvato dal comitato nella stessa seduta. Ma la disposizione più singolare, approvata in margine alla riunione, è quella che prevede una tassazione a carico dei contribuenti cerretesi affinché contribuiscano al finanziamento dell’opera: «Il Comitato dà pure incarico al Presidente della formazione di un ruolo da porsi in esazione onde trovare il modo di fronteggiare le spese a cui andiamo incontro. I contribuenti che pagano una tassa di famiglia nel Comune dovranno essere tassati col 20 % sull’ammontare della tassa stessa; gli altri col 3 % sull’ammontare dell’importo sui terreni» .

Cerreto Guidi, Il Monumento ai caduti oggi
Cerreto Guidi, Il Monumento ai caduti oggi

L’opera del professor Chilleri, nelle intenzioni del comitato formatosi per la «erezione di un monumento onde esternare la memoria di quei prodi soldati, appartenenti a questo Comune, che valorosamente pugnando per la grandezza d’Italia, per essa morirono» avrebbe avuto, insieme agli alberi piantati anch’essi in ricordo dei caduti, un impatto straordinario sulla brulla piazza antistante lo scalone cinquecentesco della villa Medicea.  «Elevata sopra una base architettonica di stile classico in travertino, ascendente per gradi architettonicamente combinati, si erge una figura sopra uno zoccolo a forma di roccia: si alza l’eroe italico nella nudità di atleta. Nella base stessa vi sono quattro specchi, dei quali quello di fronte porta a caratteri rilevati l’epigrafe ‘ Cerreto Guidi, ai prodi suoi figli, caduti, per la patria, 15 luglio 1923’; gli altri dei motti. L’eroe reca nell’elmetto il segno del valore recente, nella spada e nel vessillo italico il simbolo della virtù mediterranea della nostra stirpe antica e sempre rinnovantesi. Gli innalza la bandiera tricolore verso il cielo come stesse intonando il grido della vittoria conseguita» .

Ambizioso anche il programma dell’inaugurazione, come leggiamo dall’ultimo verbale redatto dal segretario del comitato dopo l’adunanza del 28 giugno 1923:

«Sabato 14 luglio, ore 17 Adunata a Poggio Pacini dei Fasci ed Associazioni del Comune per lo scoprimento di un marmo alla memoria del Tenente Gino Pacini, assassinato dai Comunisti. Oratori ufficiali, Marchese Dino Perrone e Del Vivo Avv. Luigi. Domenica 15 luglio ore 10 Messa al campo in Piazza Vittorio Emanuele celebrata dal rev. Canonico Artuto Ciardi Arciprete. Ore 11 Consegna delle bandiere alle scuole del comune, corteo e benedizione degli alberi votivi. Ore 15 Ricevimento Associazioni. Ore 16 Ammassamento in piazza XX Settembre. Ore 16,30 Corteo. Scoprimento del Monumento ai Caduti ed inaugurazione del vessillo dei combattenti. Oratore ufficiale S.E. On. Dario Lupi. Ore 18 Sfilamento del corteo nel Viale della Rimembranza e scoprimento della Targa ai Caduti. Ore 21 Fuochi artificiali. Grande illuminazione del Paese, concerti musicali della premiata filarmonica di San Miniato e della musica della Divisione Militare di Firenze» .

Il 15 luglio del 1923 dunque furono inaugurati il monumento in piazza Vittorio Emanuele II con il viale della Rimembranza, e la targa in ricordo dei caduti sulla facciata del Comune. Alla base del monumento leggiamo un’iscrizione che racconta di quel giorno di luglio, che vide la presenza nientemeno che dell’onorevole Dario Lupi, il fascistissimo ideatore dei parchi della Rimembranza :

«Cerreto Guidi ai prodi suoi figli caduti per la patria 15 luglio 1923. E sulle altre tre facciate:

Figlio non piango no, questa è la gloria!

La patria splende all’ombra de’ morti

Così volle, così sia, la patria, amor che vince ogni altro amore».

La Memoria dei caduti anche a Cerreto adesso era salva, una e granitica, e andava soltanto custodita e onorata attraverso pellegrinaggi e manifestazioni devote nei confronti dei segni visibili posti nei luoghi simbolo del paese.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA