Fede battesimale di Leonardo da Vinci
Fede battesimale di Leonardo da Vinci (rielaborazione)

Il nonno di Leonardo da Vinci, Antonio, ricorda così la nascita di quello che sarebbe divenuto uno degli uomini più celebri di tutti i tempi “Nachue un mio nipote figliuolo di Ser Piero mio figliuolo a dì 15 d’aprile in sabato a ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo, battezollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci, Papino di Nanni Banti, Meo di Tonino, Piero di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigho di Giovanni Todescho, monna Lisa di Domenicho di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Nicholosa del Barna, monna Maria figliuola di Nanni di Venzo, monna Pippa di Nanni di Venzo  di Previchone”. E questa è cosa nota, almeno da quando Emil Möller pubblicò il documento, scovato negli immensi giacimenti dell’archivio di stato di Firenze, nel 1939, nell’ultima carta del protocollo notarile del padre di Antonio nonno del Genio, Ser Piero di Guido da Vinci. Da allora in molti, da Renzo Cianchi in avanti, si sono affannati nel ricercare l’identità dei personaggi descritti nella fede battesimale. L’ultimo lavoro in ordine di tempo, ma non di importanza, è quello che ha svolto il professor Alberto Malvolti, fucecchiese doc, presidente della Fondazione Montanelli Bassi. Una presentazione della ricerca pubblicata si terrà nella biblioteca Leonardiana a Vinci venerdì 22 gennaio alle 21,15.

Paolo Santini