Giuseppe Del Papa, un empolese illustre

Giuseppe Del Papa e sullo sfondo il Palazzo Ghibellino in piazza Farinata degli Uberti a Empoli
Giuseppe Del Papa e sullo sfondo il Palazzo Ghibellino in piazza Farinata degli Uberti a Empoli

Giuseppe Del Papa è stato uno degli empolesi più celebri e celebrati degli ultimi secoli di storia cittadina. In piazza Farinata degli Uberti una lapide, collocata sulla facciata del Palazzo Ghibellino, ricorda la dimora dell’illustre concittadino con queste parole: “Casa di Giuseppe Del Papa medico insigne e nel patrio idioma scrittore purgatissimo il quale alla istruzione della gioventù e al bisogno e sollievo del popolo lasciava la pingue sua eredità. Il Municipio d’Empoli riconoscente al benemerito cittadino CXXXIII anni dopo la sua morte questa memoria poneva nel MDCCCLXVI”. Oltre all’epigrafe in oggetto, posta 133 anni dopo la sua morte, a Giuseppe Del Papa fu intitolata una delle vie più importanti della città, nel centro pulsante del castello empolese: quella che era stata nei secoli precedenti prima la via Maestra (sinonimo di principale), poi la via Fiorentina, quindi la via Ferdinanda in onore del Granduca di Toscana Ferdinando I, muta definitivamente alla fine del Settecento, dopo la morte dell’insigne medico, la sua intitolazione. Ed oggi infatti resiste ancora il nome di via Giuseppe Del Papa. Anche il primo ospedale cittadino, costruito sul terrapieno della Fortezza Medicea nei pressi del bastione di sud est del turrito castello di Empoli (a presidio della via senese) quando ormai le fortificazioni medicee non servivano più, fu intitolato a San Giuseppe, ancora in onore di Giuseppe Del Papa. Chi era dunque questo personaggio? Quali sono stati i suoi meriti? Perché è così caro agli empolesi? Cerchiamo di capirlo.

Lapide celebrativa di Giuseppe Del Papa, oggi collocata nel nuovo ospedale San Giuseppe
Lapide celebrativa di Giuseppe Del Papa, oggi collocata nel nuovo ospedale San Giuseppe

Giuseppe Del Papa nacque ad Empoli il 1 marzo 1648 da Marco ed Elisabetta Canneri, in una famiglia benestante. Indirizzato dalla famiglia verso gli studi giuridici, dopo un anno di studio, nonostante il buon profitto, mutò radicalmente idea e s’iscrisse alla facoltà di medicina dell’ateneo pisano, dove diversi docenti mantenevano ancora viva la tradizione dello sperimentalismo galileiano. Nel frattempo instaurava un profondo rapporto d’amicizia con l’archiatra granducale (in sostanza il medico del granduca) Francesco Redi. Il Redi introdurrà il Del Papa, subito dopo la laurea, nel mondo della docenza universitaria, e favorirà l’ascesa professionale del medico empolese, il quale, alla morte del Redi, addirittura andrà a ricoprire a sua volta il posto di archiatra granducale, prima al servizio di Cosimo III e poi di Gian Gastone Medici. Diverrà una figura di primo piano nel mondo medico toscano; i grandi successi dal punto di vista professionale ed economico in breve tempo proietteranno il Del Papa ai vertici della scala sociale. Divenuto membro dell’Accademia della Crusca e di molte prestigiose accademie letterarie, svolse un’ampia attività poetica e letteraria, attività ricordata anche nell’epigrafe; tuttavia fu sempre restio a pubblicare le sue opere con il timore che Cosimo III non vedesse di buon occhio queste frivole “distrazioni” del suo medico personale.

L'antico Ospedale San Giuseppe di Empoli
L’antico Ospedale San Giuseppe di Empoli

Il Del Papa morì a Firenze nel 1735, e nello stendere il suo testamento istituì come erede universale il Comune di Empoli. Il testamento previde, fra le altre cose, la donazione al comune di tutte le sue proprietà compreso il Palazzo Ghibellino, il conferimento di 30 doti annue alle fanciulle di Empoli e del circondario, un sussidio al comune per promuovere in città la pubblica istruzione, il mantenimento ogni anno di quattro giovani empolesi allo studio universitario. Il suo enorme patrimonio, ammontante ad oltre 90.000 Scudi, fu dunque destinato a finanziare gli studi di giovani meritevoli e a costituire doti per ragazze non abbienti (le quali altrimenti non avrebbero potuto sposarsi), ma servì anche e soprattutto a finanziare la costruzione del primo ospedale in Empoli per i poveri. A quel punto, anche l’intitolazione del nosocomio cittadino era scontata.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA