Lapide dedicata a Giulio Masini
Lapide dedicata a Giulio Masini

Piazza del popolo a Empoli, nata negli anni Trenta come piazza del Littorio, è uno dei luoghi simbolo del dopoguerra; inauguriamo con il presente commento una serie di tre epigrafi dalla forte connotazione sociale e politica; qui troviamo la lapide che ricorda la partenza dei volontari per la lotta di liberazione nel febbraio del 1945 e la lapide posta a ricordare i caduti sul lavoro di tutti i tempi (collocata nel 1951), ma la “memoria” che inaugurò questa sequenza è un’altra, riportata in una lastra marmorea incisa e collocata sulla facciata dell’Accademia dei Gelosi Impazienti, fabbricato che attualmente ospita gli uffici comunali: “Sia qui ricordato il Prof. Giulio Masini 1853-1937, medico di chiara fama, apostolo di socialismo con eloquente onesta parola suscitò negli umili la fede nel riscatto dell’umano lavoro e dette il più valido contributo alla conquista di questo collegio elettorale di cui per tre legislature fu autorevole rappresentante. Il comune democratico ne onorò la memoria intitolando al suo nome una via cittadina, i socialisti di Empoli con questo marmo ne vollero tramandate le alte benemerenze. 31.10.1948”. L’epigrafe celebra Giulio Masini, nato a Certaldo nel 1853 in una famiglia borghese. Laureatosi in medicina, nel 1876 ottenne il suo primo incarico da medico, a San Casciano dei Bagni nel senese. Dal punto di vista politico, nel 1873 aveva aderito alla sezione della prima Internazionale finché questa non era stata sciolta, mentre negli anni successivi divenne uno degli esponenti della Società democratica radicale certaldese. Nei primi anni Novanta ottenne la cattedra di otorinolaringoiatria presso l’Università di Genova, pur rimanendo in contatto con la Valdelsa, dove aveva iniziato a prestare gratuitamente la sua opera di medico nei confronti degli operai e dei lavoratori. Nella vicina Colle Val d’Elsa entrò in contatto con i redattori del giornale “La Martinella”, dove erano riuniti alcuni fra i primi socialisti toscani; a quel punto arriva la svolta in senso socialista del Masini. Partecipò al congresso socialista di Genova del 1892 e al ritorno iniziò a fondare nella zona le prime sezioni del partito socialista nell’empolese, diventandone in breve tempo il punto di riferimento per l’intera Valdelsa. Si ricorda un “simpatico” episodio avvenuto a Vitolini ai primi del secolo, quando il Masini con altri socialisti aveva disposto fuori dalla chiesa di San Pietro Apostolo una domenica mattina un banchino per la propaganda elettorale con tanto di bandiera e drappo rosso. All’uscita della messa, volarono parole grosse e i socialisti empolesi furono prima malmenati e poi messi in fuga dai fedeli appena usciti dalla funzione religiosa, provocati a loro dire oltremodo dalla presenza inopportuna del banchino anticlericale.

Giulio Masini
Giulio Masini

Fu candidato per la prima volta per i socialisti nel 1892 non ottenendo il seggio, come accadrà per diverse consultazioni successive; alle elezioni politiche del 1900 il Masini sarà battuto per circa 560 voti dal candidato borghese, il marchese Carlo Ridolfi, ma nel 1904 arriva la svolta fatidica: il candidato socialista Masini ottiene infatti la vittoria per il seggio alla camera contro il candidato borghese, l’avvocato Angelo Muratori. Nel 1901 Masini partecipò attivamente alla fondazione della Camera del lavoro d’Empoli, una delle prime in Toscana; nello stesso anno, fu tra i promotori della fondazione di un nuovo giornale settimanale d’ispirazione socialista, “Vita Nuova”, uscito con il suo primo numero il 22 settembre. Il nuovo giornale si poneva come strumento di guida, d’informazione e di propaganda dei valori del socialismo riformista in tutto l’Empolese Valdelsa. Non furono però tutte rose e fiori nell’Empolese, soprattutto fra i suoi compagni socialisti; infatti il Masini apparteneva all’ala riformista e turatiana del partito, più incline al compromesso, mentre in Empoli prevaleva, e prevarrà sempre di più, l’ala rivoluzionaria (evidente dopo la scissione del 1921). Oltretutto il Masini era un convinto massone, avversato anche per questo dai rivoluzionari empolesi. Dopo le legislature da deputato, rimase in piena attività politica fino al 1921, anno in cui rivestì la carica di presidente del consiglio provinciale di Firenze. Dopo l’avvento del fascismo si ritirò definitivamente a Genova, dove si dedicò a tempo pieno alla professione di medico; fra il 1893 e il 1934 fu primario di laringoterapia nell’ospedale di Pammatone e collaborò a numerose riviste specializzate. Nel 1901 fondò gli Annali di laringologia, otologia, rinologia, faringologia, mentre fra il 1900 e il 1902 e fra il 1923 e il 1924 presiedette la Società italiana di laringologia, otologia e rinologia, che aveva contribuito a fondare nel 1892. Sarà sempre tenuto d’occhio dalle autorità fasciste locali, le quali nel 1934 però lo cancelleranno dallo schedario dei sovversivi, evidentemente non ritenendolo più “elemento pericoloso per l’ordine nazionale”. Morirà il 20 aprile del 1937 a Genova. La definizione riportata nell’epigrafe, di apostolo del socialismo, probabilmente non sarebbe piaciuta al Masini, che amava definirsi piuttosto “pioniere dell’idea socialista”. Ma la definizione che di lui aveva dato il prefetto di Genova nel 1898, compilando la scheda politica, resta la più eloquente: “ Gode nel pubblico buona opinione. In apparenza di carattere mite, ma nutre sentimenti ribelli; è educato e di modi insinuanti. Ha molto ingegno e vasta cultura. Apostolo convintissimo del socialismo, non tralascia intentato alcun mezzo di diffondere le proprie idee fra gli operai e gli studenti, che trascina facilmente al partito, per la forma smagliante del suo dire”. Era, in ogni caso, un’altra classe politica!

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA