Giuliano Vanghetti, il mago delle protesi era empolese

Il nostro primo articolo su Giualiano Vanghetti lo pubblicammo sul Tirreno il 2 dicembre 2012. Ecco l’aggiornamento.

Giuliano Vanghetti, medico empolese illuminato
Giuliano Vanghetti, medico empolese illuminato

Giuliano Vanghetti, di famiglia empolese, nacque a Greve in Chianti, dove il padre Dario si era trasferito da Empoli per svolgere l’incarico di pretore, l’8 ottobre del 1861. Dopo il conseguimento della  maturità a Siena  si iscrisse all’Università di Bologna. Si laureò in medicina nel 1890. Poco dopo iniziò la professione come assistente alla Clinica Dermosifilopatica di Parma poi tornò a Empoli accettando supplenze come medico condotto nei paesi circostanti. Cominciò quindi lo studio delle protesi cosiddette cinematiche, sperimentando i primi rudimentali prototipi sugli animali. Nell’aprile del 1898 pubblicò a sue spese “Amputazioni, Disarticolazioni e Protesi”, opera nella quale illustrava i suoi metodi. Due anni più tardi riuscì a entrare in contatto con il professor Antonio Ceci, direttore della Clinica chirurgica di Pisa. L’incontro fu decisivo. Il Ceci utilizzò la protesi realizzata dall’ortopedico pisano Giuseppe Redini applicando il metodo inventato da Vanghetti. L’operazione e il paziente furono presentati nel 1905 a Pisa, al XVIII Congresso italiano di chirurgia. Nel 1906 pubblicò il saggio “Plastica e protesi cinematiche”, che ottenne un premio dall’Accademia Nazionale dei Lincei.

Giuliano Vanghetti medico empolese mago delle protesi
Giuliano Vanghetti medico empolese mago delle protesi

Fu la prima guerra mondiale a far tornare utili le teorie e soprattutto le sperimentazioni protesiche del Vanghetti. Migliaia di mutilati attendevano nuova vita dalle protesi, e per l’ortopedico il banco di prova fu straordinario. Augusto Pellegrini, primario di chirurgia all’ospedale di Chiari, reclutò Vanghetti  il quale, con il grado di maggiore della Croce Rossa, fu incaricato di organizzare e dirigere un Centro per mutilati. La Società Ortopedica Italiana lo accolse come socio onorario in occasione del congresso nazionale del 1918, tenutosi a Milano sotto la direzione di Riccardo Galeazzi e con tema “Sull’amputazione cinematica. Patologia e cura dei monconi d’amputazione”. Fu la consacrazione. Morì a Empoli il 4 maggio del 1940. Lo studio laboratorio  di Vanghetti è stato ricostruito in due ampi locali nel sottotetto della biblioteca comunale di Empoli. Contiene tutti oggetti originali dell’epoca, attrezzi, libri, calendari e protesi funzionanti donati nel 1990 dalla figlia Flora.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA