La lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi in piazza Farinata degli Uberti a Empoli
La lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi in piazza Farinata degli Uberti a Empoli

Sulla terrazza del portico murato del Palazzo Ricci, situato in piazza Farinata degli Uberti fra il palazzo pretorio e la Collegiata, fa bella mostra di sé una lapide in marmo recante la seguente epigrafe:” In questa casa già sede della Società Operaia Giuseppe Garibaldi presidente onorario a dì 21 luglio 1867 plaudente il popolo proclamò d’Italia il compimento dei destini in Roma. Statuente il municipio questa memoria fu posta a dì 11 giugno 1882. L’A. I. Pro Empoli ricollocò nel 1963”. Questo marmo è una fedele copia dell’originale, andato distrutto durante gli eventi bellici del 1944 al pari di diversi altri marmi nel centro cittadino. Il 21 luglio 1867 dunque Garibaldi si recò ad Empoli, e non fu certamente l’unica volta. L’eroe dei due mondi era passato in treno da Empoli una prima volta nell’ottobre del 1848, proveniente da Livorno e diretto a Firenze; poi nell’agosto del 1849, durante il “trafugamento” era passato in carrozza, diretto verso Poggibonsi; quindi nell’agosto del 1859 in treno, sempre da Livorno verso Firenze (dove assumerà il comando dell’armata d’Italia centrale). Nel settembre del 1866 poi aveva fatto il percorso inverso: da Firenze si era recato a Livorno, per dirigersi verso casa a Caprera, dopo le dimissioni dall’esercito italiano e la fine della terza guerra d’indipendenza. Il 21 luglio 1867 però Garibaldi non fu di passaggio ad Empoli, anzi vi si recò di proposito. In questo periodo egli si trovava in soggiorno a Vinci, ospite prima della famiglia Martelli e poi dei Masetti alla villa del Ferrale, e racconta di essersi recato ad Empoli per assistere alle corse dei cavalli nell’ippodromo cittadino. Le cronache narrano di un suo discorso agli empolesi riuniti, improvvisato dalla loggia del palazzo Ricci in piazza della Collegiata. Nello stesso giorno si recava in visita nella sede della Fratellanza Artigiana. La Società Operaia alla quale allude l’epigrafe in realtà è la prima società di mutuo soccorso empolese, della quale Garibaldi era stato nominato presidente onorario fin dalla fondazione.

La Società di Mutuo Soccorso fra gli operai di Empoli fu fondata il 27 ottobre 1861. Si tratterà della prima forma d’aggregazione operaia in Empoli. La Società, i cui scopi erano stati tratteggiati nel discorso inaugurale tenuto da Antonio Salvagnoli, avrebbe dovuto “mantenersi nei limiti del mutuo soccorso” per “promuovere il bene morale e materiale degli operai”. La società doveva fornire agli aderenti un’adeguata assistenza in caso di malattia; per un periodo di inabilità fino a 90 giorni ogni associato aveva diritto a ricevere un contributo variabile da 70 centesimi ad una lira al giorno a seconda dei versamenti effettuati. Nel dicembre del 1861 la società inizierà addirittura ad organizzare corsi serali d’istruzione elementare e superiore per i propri associati. Per avere un’idea delle dimensioni raggiunte, tanto per fare un esempio, nel 1878 il sodalizio empolese arriverà ad avere ben 678 soci. Il 12 novembre del 1862 poi, anche per rafforzare i legami con il suo presidente onorario, una delegazione della Società di Mutuo Soccorso di Empoli si recava a Pisa a far visita proprio a Giuseppe Garibaldi, durante il soggiorno forzato dalla degenza dopo la ferita riportata in Aspromonte. Quindi, la celebrazione di Garibaldi sulla pubblica piazza attraverso l’epigrafe fu un modo per ricordare anche, e soprattutto, la gloriosa Società di Mutuo Soccorso empolese. A Giuseppe Garibaldi poi fu intitolata anche la vecchia piazza “della Paglia” (nel Medioevo vi si svolgeva il mercato delle paglie), chiamata in seguito, per un breve periodo, piazza Sant’Antonio (dalla chiesa che vi si affaccia), immediatamente fuori Porta Pisana (4-continua).

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA