Renzo Cianchi è il primo a sinistra poi Carlo Maccagni e Augusto Marinoni, sulla terrazza del Museo Leonardiano a Vinci
Renzo Cianchi è il primo a sinistra poi Carlo Maccagni e Augusto Marinoni, sulla terrazza del Museo Leonardiano a Vinci

Di Renzo Cianchi abbiamo già parlato su queste colonne, e torniamo nuovamente a pubblicare un estratto di un’altra lettera inedita, dalla quale ricaviamo la prova che il Cianchi fu il vero ideatore del Museo Leonardiano a Vinci. La lettera è datata 2 marzo 1953 ed è indirizzata nientemeno che al professor Giorgio Nicodemi, che all’epoca aveva collaborato all’allestimento della mostra di cimeli e modelli leonardeschi della IBM. Il Nicodemi, Soprintendente agli Istituti di Storia e d’Arte del Castello Sforzesco, era stato fin dal 1939 uno dei contatti più importanti fra Vinci e l’ambiente milanese, e nella sua veste di segretario generale della Mostra di Leonardo Da Vinci e delle Invenzioni Italiane di Milano profuse tutto il suo impegno per dare avvio anche nel luogo natale del Genio ad un programma di iniziative culturali, molte delle quali vedranno la luce in ben diversa occasione, nel quinto centenario della nascita di Leonardo nel 1952. Tale impegno gli valse il conferimento della cittadinanza onoraria di Vinci.

Renzo Cianchi
Renzo Cianchi

«Carissimo professore, – esordisce Renzo Cianchi – eccoLe una delle mie solite trovate. Da tempo andavo rimuginando il come poter accrescere di qualche pezzo importante il nostro nascente Museo Vinciano. E qualche cosa ho fatto, perché sono riuscito ad aggiungere ai sette modellini del volo già esistenti, un bel plastico di architettura militare con la scala protetta per l’assalto alla fortezza (…). Un secondo regalo è in viaggio. La IBM di New York ci regalerà il carro-automobile di Leonardo ricostruito dal Guatelli. (…) Col tempo vorrei fare molto di più; ed è questo di cui Le parlo. Seguendo le cronache dei giornali in merito alla mostra circolante della IBM, ho notato che da qualcuna delle città in cui la Mostra avrebbe dovuto sostare, si ventilava l’idea e la speranza di poter trattenere definitivamente i modelli (…) Perché non costituire con questi modelli, in maniera completa e definitiva, un vero e proprio Museo a Vinci?». Tre telefonate, e Nicodemi rispose: «la consegna si farà il 15 aprile!».

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA