Franco Zeffirelli con la madre
Franco Zeffirelli con la madre

La conferma della notizia che da tempo circolava ha trovato dimostrazione il 29 novembre a Vinci in Biblioteca Leonardiana durante la premiazione del premio giornalistico “Li omini boni desiderano sapere” intitolato a Leonardo Berni, appassionato cronista dalla città del Genio per tanti anni. “Franco Zeffirelli è vinciarese – ha affermato pubblicamente Nicola Baronti – e lo affermo ormai senza ombra di dubbio, sulla scorta di una lettera rinvenuta da Ilaria Morelli nell’archivio comunale di Vinci”. Baronti è poi passato alla lettura di brani della lettera, scritta da Ottorino Corsi – del quale ha mostrato anche una bella foto inedita –  figlio fra l’altro di Olinto, conosciutissimo a Vinci, e di Fanny Cerboni e datata 31 luglio 1949, indirizzata al sindaco del tempo Guido Masi. Ma cosa scriveva il Corsi? Scriveva della sua grande soddisfazione per i successi del figlio come scenografo al seguito del grande Luchino Visconti nella rappresentazione di un’opera teatrale al giardino di Boboli a chiusura del Maggio Musicale Fiorentino. Il figlio, nato nel 1923 da una relazione fuori dal matrimonio, altri non era che Franco Corsi, che non potendo ricevere dal padre il cognome legittimo ebbe in dote dalla madre un cognome inventato, Zeffirelli. Anzi, sembra che la madre avesse dichiarato all’anagrafe Zeffiretti, in omaggio agli “zeffiretti lusinghieri” dell’Idomeneo di Mozart, ma l’ufficiale di stato civile avrebbe, come spesso capitava, sbagliato a trascrivere e rimase Zeffirelli. E anche quando il padre Ottorino potè riconoscere il figlio, Franco non cambiò il suo cognome. Ma è in un’altra lettera, conservata adesso allegata alla prima e scritta in vista delle Celebrazioni Leonardiane del 1952 da Franco, che si ha la conferma della prova prima menzionata.

Ottorino Corsi
Ottorino Corsi

Nella lettera Zeffirelli racconta che il padre lo esorta a realizzare qualcosa di importante per le Celebrazioni del Genio leonardiano “è un dovere per te, in fin dei conti sei anche tu in un certo modo cittadino di Vinci”, era solito ripetergli. “È un ragionamento perfettamente conseguente, – affermava poi Franco nella lettera indirizzata anch’essa al sindaco – poiché è certo che nelle mie vene scorre un sangue che è da tempo immemorabile sangue vinciarese”. Nella lettera infine Zeffirelli espone il suo programma di massima per le celebrazioni dedicate a Leonardo nell’anno delle ricorrenza dei cinquecento anni della nascita. Una grande mostra di capolavori nel castello dei Conti Guidi. Ma questa è un’altra storia.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA