Nel giorno del centenario dall’inizio della prima guerra mondiale, propongo un articolo estratto da un mio saggio pubblicato alcuni anni orsono sul Bullettino Storico Empolese. Lo propongo in due puntate, questa è la prima. Nei prossimi giorni pubblicherò anche altri estratti dal saggio, relativi ai parchi della rimembranza, luoghi della memoria dove si ricordano i caduti della Grande Guerra.

Monumento ai caduti, piazza della Vittoria Empoli
Monumento ai caduti, piazza della Vittoria Empoli

Per un Monumento ai caduti sul campaccio d’Empoli

A Empoli, già durante l’anno 1923, mentre fervevano i preparativi per la realizzazione del Parco della Rimembranza nei pressi della stazione ferroviaria, si era formato anche un comitato per la realizzazione di un monumento ai caduti. Un comitato ristretto, del quale facevano parte molti degli stessi promotori del parco della Rimembranza. Come si legge in un articolo pubblicato sul Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa dal titolo “Per il monumento ai caduti in guerra”,

 «1 In un’adunanza tenutasi, sotto la presidenza del commissario cav. Paolo Lega, nel nostro comune, fu stabilito: che i fondi necessari per la costruzione del monumento ai caduti siano ricavati dall’applicazione di una percentuale a carico dei contribuenti iscritti nei ruoli delle imposte dirette 1922 e da una sottoscrizione popolare a larga base, affinchè ogni ordine di cittadini debba contribuire in proporzione alla sua potenzialità; 2 che il monumento sorga in Piazza Vittorio Emanuele e che riesca un’opera rispondente, non solo al suo alto significato morale, ma anche di decoro artistico per la città; 3 che sia incaricata una commissione finanziaria per fare lo spoglio dei ruoli dei contribuenti e che stabilisca la percentuale da applicarsi ad ognuno di essi, in modo che si ottenga una somma non inferiore alle lire 100.000; 4 che faccian parte di detta Commissione, insieme al rappresentante del Municipio, i sigg. Taddei cav. Enrico per i commercianti, Dino Borgioli per gli esercenti, Montepagani cav. Gino per gli industriali, Del Vivo avv. Gino per i possidenti, Bezzi Nino per i combattenti e Banchini Giovanni, con le funzioni segretario, per il Fascio di Combattimento».

In un altro articolo uscito qualche mese più tardi, sempre sulle colonne del settimanale empolese, si ha modo di apprezzare il lavoro svolto dal comitato. Il titolo è alquanto sbrigativo, su una colonna di spalla: “Per il monumento ai caduti. La destinazione della piazza ed il concorso per il bozzetto”. Segue una sorta di verbale resoconto:

Empoli, la piazza della Vittoria
Empoli, la piazza della Vittoria

«Domenica 16 (Ottobre 1923, ndr.) nel palazzo comunale si adunò il Comitato per l’erigendo Monumento ai caduti. Presiedeva il Sindaco sig. Vitruvio Cinelli ed erano presenti i signori Del Vivo avv. Gino, Montepagani cav. Gino, Taddei cav. Enrico, Banchini Giovanni, Bezzi Nino, Capaccini ten. Gino e Peruzzi Pietro. Assisteva il solerte segretario sig. Ivo Salvi. Il comitato deliberò unanimemente che il Monumento debba sorgere nella piazza Vittorio Emanuele II, che il Municipio sta appositamente sistemando. Deliberò pure di pubblicare fra giorni analogo bando di concorso per la presentazione di bozzetti, mettendo a disposizione del vincitore del concorso la somma di lire 140.000 e venti quintali di bronzo donati dal Ministero della Marina. Il vincitore stesso dovrà con tale somma provvedere a tutte le spese di messa in opera del Monumento: a lui è riservata anche la facoltà di indicare le norme principali per la decorazione della piazza. Quindi il comitato fece viva raccomandazione al Sindaco affinché la commissione edilizia si occupi seriamente della ricoloritura delle facciate degli stabili di detta piazza, allo scopo di ottenere una tale omogeneità ed armonia che sia di decoro alla nostra città. La pubblica sottoscrizione per il Monumento ha finora raggiunta la cifra di L. 121.869.45 che trovasi depositata nella Cassa di risparmio del Monte Pio di Empoli sul libretto n. 177». (1-continua)

Paolo Santini