Il Sindaco di Vinci Liliano Bartolesi consegna la cittadinanza onoraria ad
Angelica Siqueiros, 13 novembre 1976

Le amministrazioni che si sono susseguite nella guida della Città di Vinci hanno conferito nel tempo la cittadinanza onoraria a varie personalità del mondo della cultura e della scienza; fra quelle recenti, basti ricordare il conferimento al professor Carlo Pedretti (2008), o quello al professor Umberto Veronesi (2012), e diversi altri ne potremmo ricordare nel passato più remoto come Gustavo Uzielli, Carlo Ravaisson Mollien, Giovanni Piumati. Tuttavia nella città del Genio c’è un cittadino onorario insignito del prestigioso riconoscimento per meriti culturali che non viene mai ricordato. Si tratta del pittore messicano David Alfaro Siqueiros (Chihuahua 1896 – Cuernavaca 1974).

Il 13 novembre del 1976 Il Sindaco e il Consiglio Comunale di Vinci, riuniti in seduta straordinaria, deliberarono unanimemente di conferire la Cittadinanza onoraria a David Alfaro Siqueiros, intimamente legato a Vinci e alla sua gente per la profonda ammirazione che nutriva per Leonardo, le cui opere cominciò a conoscere nel lontano 1919. Fu allora che, ancora giovanissimo, entrò in contatto con la cultura fiorentina e, in particolare, con il grande Vinciano. In realtà il conferimento per il pittore avvenne alla memoria, e l’onorificenza vera e propria venne conferita ad Angelica Siqueiros, la fedele compagna di lunghi anni, nei quali alle gioie si sono alternate sofferenze, alle speranze le delusioni. “Essa – si legge nella motivazione del conferimento – ha partecipato con lui al duro impegno quotidiano, nel Messico e nel mondo intero, per fare avanzare una cultura capace di raccogliere la spinta popolare e di esserne al tempo stesso piena espressione. A nome dell’intera Città, il Sindaco Liliano Bartolesi”.

Giovanissimo, Siqueiros prese parte alla rivoluzione nel 1914, inaugurando quella che sarà una costante per tutta la sua vita: l’attività artistica andrà sempre di pari passo con un grande impegno politico. Soggiornerà in Europa (1919-1921), e in Italia, in particolare a Firenze; nel 1921, dopo aver elaborato insieme ad altri un manifesto per un’arte messicana rivoluzionaria, tornerà in Messico divenendo uno dei protagonisti del rinnovamento artistico del paese. Il murales diverrà la forma espressiva privilegiata per coniugare l’idea artistica con quella della propaganda politica, legata soprattutto a temi sociali. Sarà più volte arrestato e inviato al confino per attività politico-sindacali. Combattente nella guerra di Spagna a fianco dei repubblicani, tornò in Messico e nel 1940 fu coinvolto nell’attentato a Trockij, fatto per il quale fu esiliato a Chillán dove dipinse Morte all’invasore . Trascorse diversi periodi negli Stati Uniti. Nel 1955 visitò con Diego Rivera l’Unione Sovietica e l’Europa dell’Est. Nel 1966 ricevette il Premio Lenin per la pace. Morì a Cuernavaca nel 1974.

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA