DA VITOLINI A CHICAGO, MARGHERITA PIERACCI HARWELL AMBASCIATRICE DI ITALIANITÀ NEL MONDO

Margherita Pieracci Harwell
Margherita Pieracci Harwell

Il 28 marzo 2014, a Vinci in Biblioteca Leonardiana,  si è svolta una delle più belle iniziative legate alla poesia che possano essere ricordate nella città del Genio. E oggi a qualche mese di distanza ci piace ricordare ancora il grande evento. “Cent’anni con Mario, la poesia di Mario Luzi”, il titolo della conversazione con una protagonista del Novecento, Margherita Pieracci Harwell, professore emerito dell’Università dell’Illinois, Chicago, ma vitolinese doc, tornata da qualche anno nella terra natia. Nella serata organizzata da Nicola Baronti con Vinci nel Cuore! nell’ambito dell’iniziativa “La grande guerra contro tutte le guerre” a moderare la conversazione fu una magistrale Laura Beconcini, con il commento musicale di Federica Baronti e la voce recitante di Andrea Giuntini. L’iniziativa ottenne un posto nel prestigioso calendario degli eventi per il centenario del poeta fiorentino e il patrocinio dell’associazione Mendrisio Mario Luzi poesia del mondo (Svizzera). I numerosissimi ascoltatori furono guidati nella poesia di Mario Luzi dalla professoressa Pieracci Harwell, testimone d’eccezione, un’intellettuale che ha vissuto a diretto contatto con la cerchia di Luzi negli anni più fecondi del poeta fiorentino. Margherita Pieracci è molto nota in Italia per aver curato per Adelphi dal 1987 le opere dell’amica intima Cristina Campo. Tra i libri e i numerosi saggi dedicati alla Campo, si segnalano le “Lettere a Mita”, considerato dalla critica uno degli epistolari più affabulanti di tutta la letteratura italiana. L’amica Mita non è altro che Margherita Pieracci Harwell, nata a Vitolini, cittadina del mondo.

Mario Luzi
Mario Luzi

«Se cerco di definire il mio rapporto con la letteratura – afferma oggi Margherita Pieracci Harwell -non vi trovo momento più essenziale del leggere. Un certo tipo di lettore, poi, finisce per scrivere di quel che legge: perché non può chiudere in sé l’emozione delle sue scoperte, e perché deve, anche per questo, persuadere gli altri a leggere. Si legge, come si scrive, perché la vita ci va stretta, coi suoi limiti – forse qualcuno pensa perciò che la letteratura sia un’evasione. Ma ci va stretta la vita quando non ne cogliamo abbastanza la densità, lo spessore – quella «seconda realtà» a cui alludono Leopardi o la Ortese – quindi si legge per veder più e meglio, e per capire il senso. Anche per veder meglio in sé, riflessi in un altro.Io scoprii che cosa cercavo combinando due frasi, una di Hofmannsthal una di Luzi — «chi muore porta un segreto con sé: come gli sia stato possibile, in senso spirituale, vivere»; e «se riusciamo a individuare il senso e il ritmo in cui uno spirito si muove … saremo più vicini al suo segreto naturale».
A una lettura attenta il senso e il ritmo dello spirito di un autore si fa trasparente, e si rivela il segreto del suo poter vivere a un grado che è raro incontrare fuor della mediazione discreta della pagina. Così si diviene per sempre lettori, per essere aiutati a vivere. Ma mentre si contempla un testo nel miracolo del suo travaglio e della sua pace, è impossibile non condividere con gli altri la gioia di capire: allora si scrivono saggi o si tracciano note per un corso. Io infatti ho insegnato felicemente quarant’anni – ha concluso Pieracci -e riempito varie pagine. Questo modo di lettura mi ha portato molto vicino agli autori, quando quelli che amo sono vivi, perché la prima persona con cui vorrei parlare dell’opera quando mi pare di penetrarvi è colui o colei che l’ha scritta. Ne sono nate splendide amicizie, che a loro volta mi illuminano per un grado più intenso di comprensione, e a cui devo quasi tutto quel che ho infine imparato».

Biografia

Margherita Pieracci Harwell è nata a Vitolini (Vinci) nel 1930; laureatasi in lettere nell’Università di Roma nel 1952, Ph. d. University of Chicago 1972, ha insegnato a Isernia, Anagni e Roma fino al 1961, quando si è trasferita in Francia e quindi negli Stati Uniti, dove dal 1969 al 2004 ha insegnato letteratura italiana moderna e contemporanea all’University of Illinois at Chicago. Ha studiato soprattutto Leopardi a cui ha dedicato un piccolo libro (I due poli del mondo leopardiano, Cesati, Firenze 1987) e vari articoli – e gli autori del ‘900, facendoli conoscere anche negli Stati Uniti, in particolare Ignazio Silone (Un cristiano senza chiesa e altri saggi, Studium, Roma 1991), le narratrici e i saggisti. È stata tra i primi intellettuali italiani a scoprire il pensiero di Simone Weil in Italia negli anni ’50, insieme a figure del calibro di Anna Maria Chiavacci, Mario Luzi, Cristina Campo di cui fu intima amica e della quale cura le opere per la casa editrice Adelphi fin dal 1987.

 

Paolo Santini ©RIPRODUZIONE RISERVATA