Benito Mussolini in una foto dell'epoca
Benito Mussolini in una foto dell’epoca

Il 24 maggio del 1924, anno secondo dell’èra Fascista, il consiglio comunale di Empoli rese Sua Eccellenza Benito Mussolini cittadino onorario. Furono diversi i comuni in Italia che in quella fatidica data conferirono la cittadinanza onoraria al Duce del Fascismo[1]. Tanti altri comuni italiani lo avevano già fatto qualche mese prima, nel primo anniversario della marcia su Roma, il 28 ottobre del 1923; in molti lo faranno invece nel decimo anniversario dell’entrata  in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, nel 1925; a Empoli fu scelto il nono anniversario da quel celebre “mormorìo” del Piave che aveva salutato i fanti italiani scendere sul campo di battaglia a fianco dell’Intesa contro l’Impero austro ungarico. D’altra parte l’occasione era significativa, nel momento in cui il fascismo esige e promuove la costruzione di una “nuova” memoria nazionale nel segno del mito dei caduti della Grande Guerra e dei suoi protagonisti viventi “intervenuti” (per usare le parole del documento trascritto di seguito), cancellando le memorie antagoniste  e superando la conflittualità fra “memorie” diverse. Quale data migliore dunque che una di quelle inserite nel calendario della Rivoluzione Fascista e celebrate al pari dell’anniversario della marcia su Roma (28 ottobre), o del Natale di Roma (21 aprile), come il 24 maggio? In più, Empoli stava vivendo un momento molto particolare proprio in quell’anno 1924. Per tanti empolesi era cominciata la fase cruciale del “processone” per i fatti riguardanti l’eccidio del 1921. Era infatti in corso il dibattimento in assise a carico dei 132 imputati detenuti[2]. Sappiamo come andrà a finire. Infine, elemento da non trascurare per comprendere il clima a livello nazionale, si erano da poco più di un mese concluse le elezioni politiche, svoltesi il sei di aprile del 1924, che avevano segnato il trionfo del “listone” e del Partito Nazionale Fascista in un clima di intimidazioni e violenze; il 30 maggio del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti pronuncerà alla camera il celebre discorso di denuncia dei soprusi, delle irregolarità e delle violenze commesse un po’ in tutto il paese da bande armate fasciste nei confronti degli elettori al fine di assicurare la vittoria della Lista Nazionale, chiedendo l’annullamento della consultazione elettorale[3]. Un clima arroventato. Insomma, il conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini anche a Empoli va ben al di là di una presa d’atto di circostanza o dall’ottemperare ad un mero impulso giunto da parte degli organi centrali del PNF e diviene un momento per riaffermare la solidità dell’ideale fascista anche in un comune contrassegnato da una forte opposizione politica. Proponiamo dunque di seguito la trascrizione integrale della delibera adottata dal consiglio comunale:

“Assiste il sottoscritto Segretario comunale incaricato della redazione del verbale

(il corsivo a margine di pagina 45 del registro) 24 maggio 1924, n. 133. Conferimento della cittadinanza onoraria S.E. l’On. Benito Mussolini, Capo del Governo e Duce del Fascismo.

  1. 2229 V° S. Miniato 14 giugno 1924 Il Sotto Pref. F. Incisa

Il Sig. Sindaco Presidente – con nobili parole – ricorda la fatidica data in cui, rotti gli indugi,  si mosse guerra al secolare nemico e manda un reverente saluto a quanti cooperarono per la riuscita della grande impresa. La data meglio non poteva essere scelta per il conferimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, animatore della grande guerra, interventista intervenuto e valorizzatore del sacrificio della vittoria; per la sua tenacia l’Italia ha finalmente trovato la sua strada, la nazione ha conseguito dignità e benessere. Tutti gli Italiani debbono riconoscenza imperitura a Benito Mussolini, per la cui opera la nazione è assurta a dignità di grande Potenza. Presenta quindi agli adunati il seguente ordine del giorno: Il Consiglio Comunale di Empoli riunito in solenne adunanza addì 24 maggio 1924 anniversario di storica fatidica data/ , ritenendosi, come di fatto è, la espressione del quasi unanime consenso di questo popolo ormai dopo tanti anni di fiera propaganda redento nel santo amore della Patria e nell’operosità feconda del lavoro, sicuro di interpretarne il pensiero ed il sentimento, visto e considerato come il nostro magnifico Duce Benito Mussolini, Capo del Governo Nazionale e Duce del Fascismo, tanti e così grandi titoli di benemerenza si sia acquistato alla pubblica gratitudine per avere, dopo gli anni degli orgiastici rossi e delle vili e criminose renunzie e dedizioni, valorizzate la vittoria e ridato a questa Italia adorata la sua dignità di potenza di primo ordine e per avere rigenerato le più sane energie della Patria, che ora, con mano ferrea e sicura, con volontà tenace, guida al più radioso avvenire di prosperità, di grandezza e di forza, DELIBERA di conferirgli la cittadinanza onora / ria e col suo più entusiastico saluto gli invia l’augurio che sia a lungo conservato al Governo per il bene e le fortune migliori della Nazione. Il Consiglio per acclamazione approva l’ordine del giorno suesposto plaudendo entusiasticamente[4]”.

Il documento conservato nell'archivio storico comunale di Empoli nel quale si legge della cittadinanza onoraria a Mussolini
Il documento conservato nell’archivio storico comunale di Empoli nel quale si legge della cittadinanza onoraria a Mussolini

Il conferimento della cittadinanza oltre ad essere stato al tempo un rilevante fatto politico, è oggi soprattutto ormai un fatto storico, – ampiamente storicizzato – e va letto nell’ambito della temperie politica e culturale di quel periodo. Pur non addentrandoci in un commento puntuale del documento trascritto, non possiamo esimerci da una considerazione finale su una, a nostro avviso molto interessante, sottolineatura, che non sarà sfuggita certamente all’attento lettore; in una delibera del consiglio comunale di tale importanza all’epoca, è quanto meno assai singolare che si trovi un’espressione come “quasi unanime consenso”, riferibile in maniera nemmeno poi tanto velata alla rappresentatività del consesso municipale e allargabile anche oltre tali confini. Pare essa suonare come un’autentica, ineluttabile, presa d’atto. Quel “quasi” racconta di Empoli.

Paolo SANTINI

[1] Cfr. G. Lastraioli, Empoli Mille anni in cento pagine, Editori dell’Acero, Empoli, 2014, pag. 108, dove l’autore accenna brevemente al conferimento della cittadinanza onoraria e al fatto che formalmente non è mai stata revocata.

[2] Cfr. G. Lastraioli, R. Nannelli, Empoli in gabbia, Le sentenze del processone per l’eccidio del 1° marzo 1921, Empoli, 1995, p.6.

[3] Dieci giorni dopo, il 10 giugno del 1924, Giacomo Matteotti fu rapito e ucciso da elementi appartenenti allo squadrismo fascista più intransigente.

[4] ACE, Postunitario, Deliberazioni del Consiglio, anno 1924, deliberazione n. 133 del 24/05/1924, pagine 45-47 del registro.

Il presente saggio, qui proposto in versione ridotta, è stato pubblicato per la prima volta in versione integrale sul Bullettino Storico Empolese nel 2016, volume XVII. Ringraziamo la direzione del Bullettino.