La lapide dedicata ad Antonio Fratti
La lapide dedicata ad Antonio Fratti

Rimanendo ad osservare la facciata tergale del palazzo Bezzi, nelle vicinanze ed alla stessa altezza dell’iscrizione che ricorda Felice Cavallotti, troviamo un’altra lapide dedicata ad un personaggio oggi quasi dimenticato, Antonio Fratti. L’epigrafe, effigiata su una lastra di marmo bianco incorniciata di verde, celebra il coraggioso combattente repubblicano in questo modo: “Antonio Fratti repubblicano educato alla religione del dovere offrivale agiatezza, ingegno, vita. Meditò, scrisse, pugnò, morì anelando unità umana libertà di nazione. Il circolo Giuseppe Mazzini a lui a suoi degni compagni caduti a Domokos dedicava questo marmo onore, ricordo, promessa. 12 settembre 1897”. Come mai un’epigrafe sulla piazza di Empoli celebra questa figura? Cerchiamo di capirlo. Antonio Fratti nacque a Forlì nel 1845; garibaldino, combattente a Monterotondo ed a Mentana, nel 1866 aderì pienamente all’alleanza repubblicana universale. Quest’adesione segnò il momento del totale rifiuto del sistema da parte del Fratti, convinto dell’impossibilità di attuare una rivoluzione senza eliminare la monarchia. Il Fratti fu tra i primi a capire l’importanza dei giornali per la diffusione delle idee politiche e diverrà sempre più orientato verso la pubblicistica, ritenuta la forma più incisiva di apostolato repubblicano. Mazziniano convinto, si concentrerà in maniera febbrile su tutte le forme di propaganda attuabili nei giornali con cui collaborerà. Nel 1877 sarà chiamato a dirigere il giornale «Il Dovere», nato per unificare tutte le forze del movimento repubblicano e per stabilire un contatto diretto con l’eredità mazziniana da difendere ad oltranza. Nel 1886 fu il primo ad aprire la via alla partecipazione repubblicana alle elezioni, dopo aver difeso fino allora la scelta dell’astensionismo. Nel 1891 fu eletto per la prima volta in parlamento, dove attaccò duramente la politica governativa; tenterà continuamente, nonostante le resistenze della sua base elettorale, una politica d’avvicinamento ai socialisti. Il proposito del Fratti si realizzò nel 1894, quando, di fronte alle repressioni del governo Crispi, repubblicani, socialisti e radicali si ritrovarono uniti nella “Lega per la difesa della Libertà”; si presenteranno uniti addirittura alle elezioni politiche del 1895. Con lo scoppio della guerra greco-turca, rispose all’appello di chi, con Ricciotti Garibaldi alla testa, stava raccogliendo volontari per portare soccorso ai greci. Si restituiva lustro, con l’occasione, al mito della tradizione di solidarietà ed aiuto per i popoli in lotta per la propria nazionalità; infatti, nell’iscrizione è ricordata e rimarcata in maniera decisa quest’idea della “libertà di nazione”. Sbarcato ad Atene il 1 maggio 1897, il 17 maggio fu tra i primi a cadere a Domokos, come ricorda l’epigrafe empolese. Cinque anni dopo i suoi resti furono tumulati nel Pantheon del cimitero di Forlì con una solenne cerimonia. La lapide in questione fu posta sulla pubblica piazza di Empoli a memoria futura, pochi mesi dopo la sua morte, dai sostenitori repubblicani del locale circolo intitolato a “Giuseppe Mazzini”. Dopo ben più di un secolo è sempre al suo posto, a ricordare chi ha lottato, un po’ romanticamente se vogliamo, per la Repubblica e per la libertà.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA