Sabato 16 settembre oltre 2mila persone hanno invaso il borgo di Vinci per assistere all’attesissima “Conversazione su Leonardo”, tenuta dal professor Carlo Pedretti, uno dei massimi esperti dell’opera del Genio vinciano, e il celebre conduttore televisivo Alberto Angela. Tante le riflessioni e gli spunti interessanti forniti da Angela e Pedretti sulla genesi della Gioconda e sulla storia di un quadro che è ancora coperto da un velo di mistero. Ricerche e riflessioni racchiuse nel saggio “Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa” (edito da Rizzoli), scritto da Angela con la consulenza di Pedretti, che ne ha scritto anche la prefazione. Partendo dalle “donne di Leonardo”, i due oratori hanno raccontato l’evoluzione della tecnica pittorica del Vinciano che secondo gli storici dell’arte ha raggiunto la perfezione proprio con la Monna Lisa. “La Gioconda – ha detto Angela – ti permette di fare un viaggio nel passato: i vestiti, il paesaggio, come Leonardo era riuscito a inventare una prospettiva attraverso una particolare torsione del busto a forma di fiamma e lo spessore dei colori: un codice dei colori per dare la profondità”. In seguito, si sono soffermati sulla straordinaria capacità di Leonardo di rendere le emozioni e l’umanità delle figure nei suoi quadri, non attraverso i tratti dei volti, sempre volutamente sfumati come in un gioco di specchi, in particolar modo negli occhi e nella bocca, bensì attraverso la rappresentazione delle mani. Si è parlato inoltre sulla reale identità della donna racchiusa nel dipinto che, secondo la tesi del professor Pedretti, non sarebbe Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, ma Pacifica Brandani, amante di Giuliano de’ Medici, che morì dando alla luce Ippolito de’ Medici. Il conduttore di Ulisse ha poi esposto l’idea che Leonardo abbia in realtà dipinto due quadri: “Il Vasari confermò che si trattava di Lisa Gherardini ma nella sua descrizione ci sono diversi aspetti che non corrispondono al quadro che oggi è presente al Louvre – ha spiegato Angela – Per cui l’ipotesi è che il pittore ne realizzò uno per Francesco del Giocondo, andato perduto, e poi un secondo, quello che è arrivato a noi”. Una tesi affascinante che dimostra come a distanza di quasi 500 anni dalla sua morte, è ancora possibile scoprire cose nuove su Leonardo e le sue opere. E ne è pienamente convinto Carlo Pedretti che al termine della serata suggerisce di “continuare le ricerche in Spagna dove si trova un tesoro di documenti storici in grado di svelare i tanti misteri che ancora avvolgono Leonardo”. Al termine della serata, Angela si è trattenuto fino a tarda ora per firmare autografi ai tantissimi fan accorsi a Vinci da tutta Italia per incontrare di persona il loro beniamino. “Quando Alberto Angela venne a Vinci per la puntata di Ulisse dedicata a Leonardo promise di tornare – ha commentato a margine dell’iniziativa l’assessore alla Cultura del Comune di Vinci – Da quel momento in poi con l’ufficio cultura e turismo abbiamo lavorato ininterrottamente per preparare questa serata. Ebbene, possiamo dire che ha mantenuto la parola e oggi lo possiamo definire un amico di Vinci. In prospettiva del 2019 questo ci fa ben sperare. Un grande grazie a tutti quelli che hanno lavorato con convinzione e grande impegno e passione per la riuscita dell’evento. Un grazie particolare va a tutti i militari dell’Arma dei Carabinieri del Comando di Vinci per la grande professionalità e l’impegno profuso nella gestione di una folla davvero imponente”.