La tragedia della Nave Crispi
La tragedia della Nave Crispi

Oggi venerdì 9 ottobre nei locali della nuova libreria di Luglio editore a Trieste sarà presentato il libro sulla tragedia della nave Crispi, affondata da un sommergibile inglese, il Saracen, durante la seconda guerra mondiale. Il Francesco Crispi era un mercantile acquisito dal Lloyd Triestino e poi riadattato per trasporto truppe. Il 19 aprile 1943, verso le 14.30, mentre navigava ancora con le insegne del Lloyd, venne intercettato e colpito con tre siluri dal sommergibile inglese H.M.S. Saracen che era in agguato a 18 miglia da Punta Nera (Isola d’Elba). Il piroscafo, pesantemente danneggiato, affondò in soli 16 minuti. Il convoglio, formato dalla Crispi con 1300 uomini a bordo, dalla nave trasporto Rossini e da alcune navi ausiliarie, era scortato dal cacciatorpediniere La Masa. Nell’affondamento morirono 943 uomini, in gran parte Granatieri di Sardegna, inviati ai presidi della Corsica occupata.

L’ingegner Guido Gay nell’estate scorsa ha ritrovato, con il suo Rov sottomarino filoguidato “Pluto Palla” in grado di esplorare gli abissi marini, i relitti di entrambe le imbarcazioni. Ironia della sorte, si trovano a meno di dieci miglia l’una dall’altra, a oltre quattrocento metri di profondità. E il dottor Ugo Gerini, medico triestino e storico con la passione per la navigazione, ha voluto celebrare questa scoperta ricostruendo la storia della Crispi, imbarcazione della compagnia di navigazione triestina per l’appunto. Non è la prima volta che i due collaborano; ricordiamo il grande evento del ritrovamento della Corazzata Roma, sempre ad opera di Gay, e il libro scritto sulla nave da Gerini all’indomani del ritrovamento. Alla storia della Crispi e soprattutto del suo ultimo viaggio, si legano inevitabilmente le storie personali di quei milletrecento militari imbarcati, e di quei 943 morti nelle profonde acque del  mar Ligure. Fra quelle storie ce n’è una, quella del granatiere Averardo Buscioni di Spicchio, che abbiamo raccontato in diversi articoli su queste colonne. Una storia triste, ma con un fondo di speranza. Ecco, quella storia è stata inserita da Gerini nel suo libro sulla tragedia della Crispi. E il granatiere di Spicchio sarà ricordato degnamente.

Paolo Santini©RIPRODUZIONE RISERVATA