A Sovigliana, nella fabbrica dei navicelli

Imbarcazioni sul fiume Arno a Empoli
Imbarcazioni sul fiume Arno a Empoli

I navicelli venivano costruiti sia in alcuni cantieri di Spicchio che in altri di popoli limitrofi: celebri risultavano quelli limitesi, all’interno dei quali si erano sviluppate col tempo delle professionalità e dei saperi famosi in tutto il Granducato. Una delle famiglie più apprezzate per la costruzione di queste imbarcazioni negli anni fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento era la famiglia Testi di Sovigliana; in una lettera di quel periodo, custodita  nelle filze del carteggio del Cancelliere di Cerreto Guidi, leggiamo infatti: “Davanti agl’Ill.mi Signori Gonfaloniere e Rappresentanti la Comunità di Cerreto Comparisce Pietro e Agostino fratelli Testi e rappresentano alle signorie Loro come essi comparenti per la numerosa famiglia che hanno intendano di edificare un nuovo stanzone per la fabbricazione dei navicelli accanto a quello fatto più tempo fa e siccome il luogo per la suddetta edificazione di detto nuovo stanzone li resta un poco angusto così domandano alle signorie loro la facoltà di potere occupare tutta la fossa che serve di scolo pubblico alle acque di Sovigliana e di appoggiare per la parte di levante il muro di detto stanzone sul muro che di presente fa spalla alla strada senza pregiudizio veruno della strada medesima e senza pregiudizio alcuno dello scolo suddetto per il quale vi faranno la necessaria volta alta in maniera da potervi qualunque uomo entrare a fare le necessarie escavazioni in qualunque tempo”. Evidentemente i Testi avevano la necessità di ampliare il loro cantiere, in continua espansione ed accrescimento di pari passo con l’aumento dei traffici fluviali. Ricordiamo che la massima espansione del traffico commerciale sul fiume e attraverso la via d’acqua, sarà raggiunta proprio nella prima metà dell’Ottocento per terminare bruscamente con la costruzione della strada ferrata Leopolda.

Paolo Santini