Un viaggio per immagini. Ecco la prima.

Scegliere poche immagini in grado di evocare l’intimità di un luogo, l’atmosfera che lo pervade, le sensazioni che si provano nel visitarlo, sia esso una città, un paese, un borgo di case, o semplicemente una strada, è sempre cosa arbitraria e discutibile. Ma anche affascinante. Iniziamo oggi, con questa iniziativa, il “come eravamo”, una carrellata di immagini in bianco e nero tirate fuori dai cassetti dei fotografi, ma anche degli appassionati, di persone desiderose di contribuire a ricordare il nostro più recente passato. La magia di uno scatto che ferma quel preciso momento nel tempo, per sempre, è semplicemente incomprensibile, inspiegabile, così come lo è la voglia di mettersi a sfogliare le pagine di un vecchio album alla ricerca di un’immagine, di un particolare, di un’emozione. Un autentico mistero, una forza che trascina e ci conduce pian piano nel mezzo delle cose. E comincia allora il viaggio. La dimensione del viaggio è la tematica di fondo di questo percorso, che si snoda attraverso le strade lineari dell’Empolese,  per il medio Valdarno, sui dolci colli della Valdelsa, si arrampica per le tortuose vie del Montalbano, fra i Greti scoscesi ed il placido Padule di Fucecchio. Una bella parte di Toscana. Non è un viaggio turistico questo, non è scoperta di luoghi sconosciuti, non è commento erudito di preziose gemme incastonate da secoli sulle nostre colline o nei nostri incantevoli e autentici borghi medievali; è, vuole essere il nostro, un viaggio nella storia, una volta tanto quella con la esse minuscola. Senza alcuna presunzione o tanto meno pretese di accontentare questo e quello. Si tratta sempre e comunque di una scelta. Ci siamo lasciati guidare dalle immagini, e ci siamo anche lasciati trasportare, spesso, dalle emozioni, attraverso l’osservazione del secolo da poco terminato, il Novecento, rapiti dal fascino ineguagliabile della fotografia. Scatti senza tempo, momenti catturati da ricordare per sempre e da far ricordare anche oltre le pagine ingiallite degli album di famiglia gelosamente custoditi e tramandati per generazioni sotto masse di carte o nelle soffitte piene di polvere. E di misteri. Cominciamo da Empoli. A Empoli un tempo si correva, si correva con i cavalli, sul Piaggione. Questa foto scattata nell’immediato secondo dopoguerra ci riporta in quel clima straordinario di ricostruzione e di rinascita sociale e civile. Sullo sfondo il campanile della Collegiata in fase di ricostruzione.

Paolo Santini