Gli affreschi tornati a nuova vita

Il complesso francescano di Santa Maria a Ripa alle porte di Empoli
Il complesso francescano di Santa Maria a Ripa alle porte di Empoli

Lidia Cinelli, nota ed affermata restauratrice di pitture, in particolare di affreschi, ci ha ormai abituato agli eventi eclatanti. E questo è senz’altro uno di quelli, visto che chiude un’operazione di restauro lunga, laboriosa e difficile. A giudicare dal risultato però è valso la pena attendere diversi anni per tornare ad ammirare queste meraviglie. Dopo i grandiosi restauri delle lunette esterne nel loggiato della chiesa di Santa Maria a Ripa, ed altri numerosi lavori eseguiti nei locali del complesso francescano alle porte di Empoli, tutti finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, ecco la presentazione al pubblico del restauro degli affreschi nei locali della compagnia dell’Immacolata Concezione, reso possibile grazie al contributo, ancora una volta, della fondazione bancaria sanminiatese, sempre attenta e sensibile nei confronti delle testimonianze artistiche del territorio. Un evento che restituisce alla città un luogo unico. L’oratorio intitolato all’Immacolata Concezione fu costruito nel 1450 dall’omonima compagnia, dunque preesisteva al momento dell’insediamento dei frati minori osservanti a Santa Maria a Ripa. Dopo un iniziale fortunato periodo, nei primi decenni del Cinquecento la compagnia versava già in pessime condizioni e fu costretta ad abbandonare l’edificio, ma nel 1580, per ordine di Francesco Cittadelli dei minori osservanti di Empoli, fu deciso di riedificare l’oratorio, utilizzando i materiali rimasti della più antica costruzione. L’altare in pietra realizzato nel 1595 ospitava la straordinaria tavola di Jacopo Chimenti detto l’Empoli, raffigurante appunto l’Immacolata Concezione, pittura appena restaurata e oggi ricollocata sull’altare originario. In occasione dell’anno giubilare 1600 l’edificio venne completato con l’edificazione di una grande cupola, struttura di raro pregio, impostata su un tamburo ottagonale impreziosito dalle decorazioni a fresco; anche i pennacchi verranno decorati a buon fresco con le immagini dei dottori della Chiesa e Dio Padre.

Affresco con San Gregorio Magno dopo il restauro
Affresco con San Gregorio Magno dopo il restauro

Da una parte San Girolamo, dall’altra San Gregorio Magno, con le vesti pontificali e la colomba dello Spirito Santo. Frontalmente sono raffigurati due vescovi identificabili con Sant’Agostino e Sant’Ambrogio. Oltre ai soggetti menzionati, oggetto dell’ultimo restauro, sono presenti decorazioni fitomorfe e figure femminili. «La pittura – ci racconta Lidia Cinelli – è stata eseguita mediante campiture ad affresco con successive stesure a bianco di calce, e le giornate di lavoro sono visibili e di dimensioni medie. Da un’osservazione a luce radente si possono vedere le incisioni del disegno sulla cornice esterna e il distacco dell’intonaco in corrispondenza dell’attaccatura delle giornate che il pittore ha fatto coincidere con il profilo del disegno.

Affresco con Sant'Ambrogio dopo il restauro
Affresco con Sant’Ambrogio dopo il restauro

Nei pennacchi dove sono raffigurati i dottori della chiesa si possono facilmente scorgere le attaccature lungo il perimetro dei medaglioni con il fondo giallo, ma il bordo della giornata tende a staccarsi per la consueta fragilità che l’attaccatura comporta. Sono visibili i segni del disegno preparatorio soprattutto sulla figura del padreterno dove si scorgono le battiture delle corde incisioni al compasso. Il disegno dei quattro dottori è stato trasportato tramite l’uso del cartone previa quadrettatura dell’ovale; infatti sono rimasti i chiodi originali ai bordi della pittura. In corso d’opera sono stati fatti alcuni cambiamenti come risulta dal pastorale di Sant’Ambrogio». Delicato, lungo e difficile l’intervento di restauro. Grandioso il risultato.

Paolo Santini